Eurss: Unione europea delle repubbliche socialiste sovietiche

Cosa ci ha lasciato l’Unione Sovietica? Niente, o per lo meno, niente di ciò che era. Gli stati che facevano parte dell’unione sono cresciuti, chi più chi meno, in tutti gli ambiti e settori. Alcuni sono diventati democrazie, altri pseudo-democrazie (pensate che in diversi stati, resistono ancora i vecchi governatori del regime sovietico). Eppure, c’è qualcuno, ben noto, che sostiene che si sta cercando di instaurare un sistema sovietico nel vecchio continente, grazie alle sapienti doti di Gorbacev. Stiamo parlando di Vladimir Bukovskij. Nel suo libro Eurss. Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, lo scrittore, parlando dei rapporti Russia-Europa, afferma che

«stando ai
documenti, l’idea del progetto [europeo] è nata dalle conversazioni intercorse a
Mosca fra i leader della sinistra europea verso la metà degli anni Ottanta.
Prima di allora, sia Mosca sia la sinistra europea erano contrarie
all’integrazione europea: Mosca la interpretava come un progetto indirizzato
contro di lei, la sinistra come un complotto ordito dai capitalisti contro il
proletariato[…]. L’atteggiamento cambiò, appunto, verso la metà degli anni
Ottanta, quando i dirigenti sovietici si resero conto che il sistema sovietico
vacillava, e la sinistra europea temeva i cambiamenti che si stavano verificando
[…]. I leader occidentali di sinistra dicevano a Gorbaciov che il crollo del
socialismo a Oriente avrebbe provocato la crisi dell’idea socialista in
Occidente; se invece avessero lavorato insieme, avrebbero potuto assumere il
controllo del progetto europeo e trasformarlo radicalmente, facendo converge i
due sistemi, con un ammorbidimento del regime a Est e con il passaggio da un
regime politico socialdemocratico a uno più spiccatamente socialista a Ovest».
La “casa comune europea” vagheggiata per l’appunto da Gorbaciov, destinata ad
estendersi dall’Atlantico agli Urali. Difatti, prosegue Bukovskij, «il primo a recarsi a Mosca fu comunista italiano Alessandro Natta, seguito dai socialdemocratici tedeschi. Dalla trascrizione dei colloqui
appare chiara una cospirazione fra il Cremlino e i leader della sinistra
europea, interessati entrambi a salvarsi politicamente la pelle. Gorbaciov
lanciò lo slogan della “casa comune europea” e in Occidente si pianificò la
trasformazione dell’area di libero scambio in uno stato federale».
Ecco,
dunque, la mutazione dal Mercato Comune Europeo al superstato dell’Unione
Europea, un progetto deciso nelle alte sfere, fatto proprio dalle varie
dirigenze europee e imposto prima mediaticamente e poi nei fatti a un’opinione
pubblica tutt’altro che naturalmente propensa all’idea. In un’altra occasione,
nel gennaio 1989, racconta sempre Bukovskij, Gorbaciov ricevette una delegazione
trilaterale americano-giapponese-francese, presenti Henry Kissinger, l’ex
premier nipponico Yashuiro Nakasone e l’ex presidente francese Valery Giscard
d’Estaing: fu proprio quest’ultimo ad affermare, nell’occasione, che l’Europa
sarebbe diventata un organismo statale unitario, uno stato federale,
comprendente anche gli stati ex satelliti dell’Urss. «Non disse – spiega
Bukovskij – “forse diventerà”, disse categoricamente “diventerà”. […] Leggendo
il documento io e Pavel ci siamo messi a riflettere: nel 1989 nessuno sapeva
nulla dell’integrazione allargata, dei futuri Tratti di Maastricht, di Amsterdam
e di Nizza. Ma Giscard d’Estaing mostra di sapere con esattezza che nel giro di
dieci, quindici anni, l’Unione Europea si sarebbe costituita, e senza che
nessuno ci avesse interpellati, senza referendum di sorta. Ed ecco che a
distanza di quindici anni troviamo Giscard d’Estaing a presiedere la commissione
per la stesura della Costituzione Europea» [Fonte: Unione europe…sovietica].

 Con Putin le relazioni sono diventate più intense e la costruzione di gasdotti proprio nelle Repubbliche Baltiche ha permesso alla Russia “una nuova invasione” con il tacito consenso dell’Europa. Bukovskij afferma, inoltre, che l’Ue, volendo costituire un’unico sovrastato, acquisirebbe le stesse caratteristiche dell’Urss: tutti gli stati membri perderebbero la loro sovranità nazionale.
Insomma, uno scenario non proprio roseo per noi europei. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro. A questo punto sarebbe interessante sapere qual’è il ruolo odierno di quei nuovi partiti naziolisti di cui, in questo periodo, è piena l’Europa. Saranno i nostri salvatori?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...