La rabbia dei cittadini

Giusto stamattina sono inbattuto in questo articolo de La Stampa che mi ha fatto pensare quanto il nostro paese sia in un brutto periodo. Non per la crisi economica, no. Ma per quanto non sia servita a niente Mani Pulite e di come sia difficile cambiare le cose in un paese come l’Italia, anche un po’ per colpa nostra.

Le lettere che pubblichiamo oggi sono un esempio della rabbia dei cittadini,
della frustrazione di un Paese che non riesce a trovare segni tangibili di
sacrificio e rinuncia nella classe politica. Il clima si sta esacerbando,
perfino in aree di elettorato tradizionalmente moderato, e non riesco a capire
come non ce ne si renda conto.

Il famoso segnale forte che in molti
abbiamo auspicato fin dalla nascita del governo Monti tarda ad arrivare e questo
gonfia il vento dell’antipolitica.

Nel momento in cui si scopre che il
tesoriere della Margherita usava i soldi dei rimborsi pubblici per andare a
Londra con l’aereo-taxi o che quello della Lega pagava i conti medici e le auto
della famiglia Bossi con il denaro dei contribuenti, allora è chiaro che non si
può pensare solo di rivedere le regole. C’è bisogno di un taglio vero, c’è
bisogno di spostare risorse verso le situazioni di bisogno e di emergenza.

Mario Calbresi
Qui trovate le lettere degli indignati.


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