E’ un libro in buona fede

Ieri si è celebrata la 16° Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore. Una ricorrenza che lega la morte di diversi autori celebri, tra cui William Shakspear (1564-1616) nato e morto in questa stessa data. Saramago aveva racchiuso nell sua poesia “E’ un libro in buona fede” la sua idea di libro:

È un libro in buona fede, disse Montaigne.
Nessuno sa cosa vuol dire questa frase, ammette il
professore, asciugandosi gli occhi, e chiama un
bidello perché gli porti un altro bicchier d’acqua.
Nel frattempo l’alunno più piccolo è uscito dalla
finestra e ha avuto tutte le rivelazioni del Buddha.
Ma quando è arrivato sotto il salice c’era una
donna, sdraiata e nuda, che riposava la testa su di un
libro di pagine bianche.
C’era anche l’infinito, era azzurro dopo un
cammino rosso, e bianco dopo una tenda
dorata.
Allora il professore disse che mancava un alunno e che
non valeva la pena continuare la lezione.
Da quel momento il salice divenne un luogo di
pellegrinaggio.
Ma solo gli eletti in grado di uscir volando da una
lezione potevano vedere i due corpi distesi, e fino
a oggi nessuno li ha visti, anche se sono lì che si
muovono all’infinito.
Perciò la storia inizia senza iniziare e finisce senza
finire.
Come qualcosa di molto simile
all’infinito.

Leggete bibrinauti. E’ l’unico modo che abbiamo per renderci consapevoli e liberi.

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