Piccole curiosità quotidiane (p.te IV)

Quarto appuntamento, ma non ultimo, con le nostre curiosità estive. Le nostre domande di oggi sono a tutto campo. Siete pronti? Allora andiamo:

  • Perché i fenicotteri stanno su una zampa sola? Questa è una di quelle domande che ci potremmo fare vedendo un documentario, non appena ci appare la scena di alcuni fenicotteri che si reggono su una delle loro zampe. Lo fanno per regolare la loro temperatura corporea. Il loro piumaggio funge da isolante, ma il becco e le zampe, essendo prive di piume, disperdono molto calore. Perdita che cresce nel momento in cui il fenicottero si trova in acqua, per questo piega una delle sue lunghe zampe sotto la pancia, al riparo nel suo piumaggio. In questo modo la perdita di calore si riduce di metà. Questo metodo è utilizzato anche dalla cicogna. Può sembrare una posizione scomoda per noi. Come riesce a mantenere l’equilibrio? Beh, le zampe del fenicottero possiedono un meccanismo di bloccaggio delle articolazioni, per cui l’animale non deve sopportare alcuno sforzo muscolare. Lo stesso meccanismo che impedisce ai pappagalli di cadere dai rami in cui si posano.
  • Come riesce il fachiro a stare su un letto di chiodi? Il letto di chiodi è uno dei metodi di mortificazione fisica dei fachiri. Male farà, ma non più di quanto si immagini. La questione è: il numero dei chiodi. Sembra sia più facile sopportare la puntura di molti più chiodi che di pochi. Cos’è questa? Fisica applicata. La pressione è una grandezza fisica che esprime la forza esercitata da un corpo su una superficie, tale che P = F / S (in cui P è la pressione, F la forza  e S la superficie). Dall’espressione ne consegue che maggiore è la forza, maggiore è la pressione; maggiore è la superficie su cui si sviluppa la forza, minore è la pressione. Per questo è più facile affondare nella neve con gli stivali piuttosto che con gli sci. Ed è più facile da piantare un chiodo con un martello che un tacco di legno. La forza applicata può essere la stessa, ma se la superficie su cui è distribuita è più piccola, la pressione sarà maggiore, e se la superficie è maggiore, la pressione sarà inferiore. Se una persona di 60 kg, per esempio, cade su una punta chiodo, se lo pianterà fino alla testa (del chiodo), poiché l’interfaccia è molto piccola per quel peso e la pressione è molto alta. Ma se si trova a cadere su circa 120 chiodi, il peso verrà distribuito su tutti i chiodi, così ogni punta dovrebbe tenere solo mezzo chilo. La pressione è diminuita perché la superficie (somma di tutte le punte dei chiodi) è maggiore.
  • Perché mangiamo popo corn al cinema? Questa è una usanza, che come tante altre, arriva dagli Stati Uniti. Nasce intorno agli anni della Grande Depressione (1929-1933), quando molti statunitensi si trovavano senza lavoro. Il metodo migliore per evadere dalle difficoltà della vita era il cinema, alla portata di tutte le tasche. La gente correva in massa a vedere i film di Hollywood. Durante la visione del film potevano permettersi di sgranocchiare solamente pop corn, perché molto economici negli S.U. (dove il mais certo non mancava). La gente se li portava da casa, ma molto presto le sale cinematografica iniziarono a venderle.
  • Come si fa lo zucchero filato? Tutti lo abbiamo mangiato nella nostra infanzia (ma anche da più grandi) nei luna park o nelle fiere. Tutti abbiamo visto come il venditore, con un bastoncino, faceva intrecciare i filamenti di zucchero per darci una gigante “nuvola”  rosa. Per fabbricarlo serve un macchinario speciale composto da un recipiente circolare (come una ciotola) e un piccolo nucleo che gira grazie ad un motore. In questo nucleo c’è una ciotola, riscaldata dal basso, piena di piccolissimi fori. Lo zucchero e il colore rosa si riversano nel recipiente rotante. Il calore scioglie lo zucchero e per effetto della forza centrifuga, viene espulso fuori da fori in filamenti che, prima di essere raccolti, devono raffreddarsi e solidificarsi. Per effetto del calore lo zucchero perde la sua forma cristallina per diventare amorfa, permettendogli di formare una fibra tanto soffice e flessibile, alla quale si possono arrotolare altre fibre di zucchero. Così si riesce a formare la “nuvola” rosa che diventa appiccicosa con l’umidità e si scioglie in bocca. 
  • Perché escono fuori le lentiggini? Molte persona, non appena esce il sole si riempiono di queste piccole “macchie”. Ma perché si formano? Il 10% delle cellule cutanee sono melanociti, e all’interno accadono diverse reazioni chimiche che trasformano gli aminoacidi delle proteine alimentari in un pigmento chiamato melanina, che assorbe le radiazioni ultraviolette della luce del sole, proteggendo i tessuti cutanei. Le cellule adiacenti ai melanociti assimilano la melanina scurendo la pelle e dandogli quel colore “abbronzato”. Più melanina si ha, più ci si abbronza. Alcuni tipi di pelle non producono abbastanza melanina per far “scurire” tutto il corpo uniformemente, questo provoca l’accumulo di pigmento in piccole zone che sono conosciute come lentiggini o melasma. Le pelli bianchissime, come quelli di chi ha i capelli rossi, sono più propense ad avere lentiggini, allo stesso modo si scottano molto facilemtne al sole. Sono molto più comuni nei bambini e negli adolescenti, che nelle persone adulte; più nelle donne, che negli uomini; più d’estate che d’inverno.
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