Niente sesso: le donne del Togo protestano

[Traduzione da Slon]

Le donne del Togo, paese dell’Africa Occidentale, sono intenzionate a non fare sesso con i propri mariti fino a quando non constringeranno il presidente a dimettersi. Questo passo rischioso, è stato intrapreso solo da un gruppo di attiviste, ma stanno esortando anche altre rappresentanti del gentil sesso ad unirsi alla loro protesta.

Il Governo nel paese, da oltre 40 anni, propone la stessa e identica dinastia: la Gnassingbe. Il Presidente precedente è rimasto al potere per 38 anni e gli è succeduto suo figlio. Sta partecipando a questa iniziativa anche la rappresentate dell’associazione per i diritti umani locale, Isabelle Amengavi. L’oppositrice è membro dell’organizzazione “Salviamo il Togo”, che comprende sei organizzazioni per i diritti umani e nove movimenti d’opposizione. I rappresentanti di “Salviamo il Togo” hanno sollevato un’onda di protesta, che ha portato negli ultimi giorni al ferimento di quasi 100 persone e altrettanti arresti.

“Sono le donne, quelle più colpite dalla situazione in Togo. Per questo diciamo: una settimana senza sesso. Questa è l’arma della nostra lotta”, ha dichiarato Amengavi.
 
Nella storia ci sono stati casi analoghi. Le attiviste del Togo ammettono che si sono ispirate al movimento pacifico delle donne della Liberia, che ha contribuito alla fine della Seconda guerra civile nel 2003 e all’elezione di una donna alla carica presidenziale del paese. Tra le altre forme di protesta c’è stata anche quella dello sciopero del sesso. Tuttavia, il capo delle donne del “gruppo di pace” ha successivamente scritto nelle sue memorie che questo modo di protestare non è certamente più efficace dei sit-in di massa, ma almeno ha attirato l’attenzione dei media.
 
Ecco altri esempi di poteste sullo stile delle “gambe incrociate”:
 
  •  Nel 2011 la senatrice belga Marleen Temmerman ha esortato le mogli dei politici a rifiutarsi di svolgere i loro doveri coniugali, fino a quando non avessero fomato un governo: il nuovo governo doveva ancora essere formato dal maggio 2010. Solo dopo si è scoperto che questo appello era uno scherzo.
  • Quest’anno, 300 residenti della città colobiana di Barbacoas, per quattro mesi, non si sono concesse ai loro mariti, perché volevano che iniziassero i lavori di collegamento tra la loro città e il quartiere centrale di Pasto. Le donne hanno ottenuto anche questo.
  • Le sarte di un piccolo villaggio sull’isola di Mindanao, nella parte meridionale dell’arcipelago filippino, hanno minacciato i mariti, che si sarebbero rifiutano di avere rapporti sessuali  con loro, se non avessero cessato le loro azioni di guerra. Le donne non potevano spedire le loro merci nei villaggi vicini, perché, a causa dell’opposizione tra le due parti in conflitto, le strade erano state chiuse. Come risultato, gli uomini sono tornati a casa e hanno cominciato a ricostruire la parte distrutta dei villaggi.
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