Le luci si spengono su Atene – Parte 1

[Traduzione da El Pais]

In Grecia, oltre al Parlamento con i suoi sette partiti politici, esiste un sistema extraparlamentare formato da quattro partiti: sono i quattro pezzi in cui la nostra società è stata divisa dopo 18 mesi di crisi economica. Il crescente peggioramento della crisi e la lotta quotidiana per la sopravvivenza non è riuscita ad accorciare le distanze tra le parti. Anzi, al contrario, la breccia che le separa e sempre più grande. Anche se si creano coalizioni, la guerra in trincea c’è sempre.

Al primo posto troviamo il “partito dei beneficiari”, al quale appartengo tutti gli imprenditori che hanno beneficiato del mercantilismo politico durante gli ultimi tret’anni, specialmente le imprese edili. Quest’ultime hanno vissuto il loro apogeo all’inizio dei Giochi Olimpici del 2004, quando si approfittarono di uno Stato obbligato a pagare un prezzo spropositato per qualsiasi incarico urbanistico. Fanno parte di questo partito anche le imprese che gestivano i servizi pubblici, ad esempio, quelle che fornivano agli ospedali statali i prodotti farmaceutici e le strumentazioni mediche. Fino a poco tempo fa i greci non erano a conoscenza della mole di denaro che è stato sperperato in questo modo.

Fino a questo momento, gli ospedali erano incaricati a comprare le medicine e le strumentazioni mediche. Ora il ministero della Sanità ha stabilito che l’acquisto dei prodotti avverrà attraverso internet, mettendo a disposizione delle istituzioni 9.937.480 euro, una somma che si adegua al volume di spesa che è stata generata fino ad ora. Tuttavia, questa operazione ha svelato il vero prezzo dei medicinali, che ammonta solamente a 616.505 euro, ovvero al 6,2% della somma investita precedentemente. Senza i nuovi mezzi di contenimento della spesa, tutto sarebbe continuato come in precedenza, posto che questi beneficiari, le imprese edili e i fornitori delle cliniche, avessero formato una coalizione con il partito del Governo e con i suoi ministri che non lavoravano affatto male.

Tutti, all’interno dell’apparato statale, sapevano dell’esistenza di questi contatti e del costo che mettevano nelle mani dell’intera società, ma nessuno parlava. Non solo perché in questo modo i partiti si intascavano enormi quantità di donazioni, ma anche perché questi settori corrotti facevano da campagna elettorale ai deputati che a loro volta assicuravano un buon posto di lavoro ai loro famigliari.

Questo partito dei beneficiari, potrebbe essere definito anche partito degli sfruttatori, perché in fondo lo sono tutti senza eccezione, specialmente i lavoratori autonomi con entrate alte, come medici e avvocati. Quando un greco va ad una visita medica, si ripete la formula: “Sono 80€, con la fattura 110€”. Così la maggiorparte dei pazienti rinunciava alla fattura e risparmiavano 30€. Le autorità stanno zitte e chiudo gli occhi, a causa di questo accordo tra i professionisti e il partito del Governo.

Intanto, l’insieme di cittadini senza risorse non smette di crescere. Molti di questi non potrebbero in nessun caso sopportare le spese per le medicine. Che fanno allora? Ricorrono all’organizzazione di Medici senza Frontiere, che distribuiscono gratuitamente alcune medicine. Le due cliniche di Medici senza Frontiere che sono presenti ad Atene sono state pensate per assistere gli immigrati senza risorse, che arrivano in Grecia dall’Africa su barche a remi. Ma, sempre di più, sono i greci che chiedono un aiuto. Alcuni giorni, ci sono più di mille persone che fanno la coda. Tra questi, ad esempio, ci sono diabetici che non possono permettersi di comprare l’insulina. La miseria degli immigrati si allarga ai greci. Solo sei mesi fa, quando mi affacciavo dal balcone di casa mia, vedevo gli immigrati che rovistavano tra i cassonetti dell’immondizia, in cerca di qualcosa da mangiare. Nelle ultime settimane, si sono uniti, ogni giorno di più, i greci. Non vogliono far vedere il loro stato di povertà, per questo fanno il giro della strada la mattina presto, quando le strade sono ancora deserte.

E’ chiaro che i beneficiari e gli sfruttatori non hanno queste preoccupazioni. Sentono a malapena la crisi nel paese. Prima che la Grecia entrasse in questa situazione, avevano già mandato i loro soldi all’estero. Invece le banche greche, in questi 18 mesi, hanno perso intorno a 6.000 milioni di euro, le banche straniere – soprattutto quelle svizzere – si sfregano le mani. E sono proprio questi beneficiari che, in evidente sintonia col Partito Comunista, sostengono il ritorno alla dracma. Contano di moltiplicare le proprie ricchezze e poter così comprare, con tutta tranquillità, una importante parte del patrimonio dello Stato, che – sia con euro che con dracme – dovrà essere privatizzato forzatamente, visto che allo Stato mancano le risorse.

Una terza e fatale coalizione la formano il Governo greco e gli agricoltori, che a loro volta sono membri del partito dei beneficiari. Dal momento dell’entrata della Grecia nella Comunità Economica Europea (CEE) nel 1981, tutti i governi greci si sono lamentati del destino dei loro “poveri contadini” sostenendo che questi ultimi avrebbero meritato una vita migliore. E’ da molto tempo che questi agricoltori si sono assicurati una vita molto migliore, grazie alle sovvenzioni agricole dell’Unione Europea.

Queste sovvenzioni sono state distribuite in modo arbitrario, senza rivedere né comprovare se i sussidi sollecitati fossero corrisposti alla produzione reale. Gli agricoltori sotterravano i loro prodotti, fornivano dati falsi e si prendevano i soldi. Inoltre, la Banca Agricola Greca dava loro generosi prestiti che, ancora oggi, non sono stati restituiti. Mentre, nel Governo, gli amici degli agricoltori non facevano nessuna pressione, perché i voti della campagna valevano molto. Attualmente, la Banca Agricola è in banca rotta e questi contadini girano nei loro paesini sulla loro Jeep Cherokee.
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