Bidzina Ivanišvili si impone in Georgia

[Traduzione da El Periódico]

La Georgia, fino ad ora fedele alleata degli Stati Uniti nel Caucaso, questo lunedì ha preferito una alleanza strategica con la Russia appoggiando alle elezioni parlamentari la coalizione di Sogno Georgiano, capeggiata dal multimilionario pro-russo Bidzina Ivanišvili. Tutti i sondaggi dell’exit poll, hanno dato la vittoria a questo partito d’opposizione rispetto al Movimento Unito Nazionale (MNU) il cui leader è l’attuale presidente, Michail Saakašvili, che ha già parzialmente ammesso la sconfitta.

Saakašvili ha riconosciuto la vittoria dell’opposizione come coalizione, ma ha sostenuto che il suo partito comanda lo scrutinio per circoscrizioni elettorali. “Il nostro sistema elettorale è fatto in modo tale da distribuire in modo quasi equo i voti in Parlamento secondo il sistema proporzionale e maggioritario”, ha affermato in una dichiarazione emessa dalla tv locale.

Saakašvili, al quale la Costituzione impedisce di presentarsi alle elezioni del prossimo anno, si riferiva ai 150 posti del Parlamento georgiano che vengono ripartiti per coalizioni (77) e per circoscrizioni unipersonali (73). Secondo il presidente, l’MNU è favorita rispetto alla coalizione di opposizione Sogno Georgiano in base al sistema maggioritario, quello che avevano già pronosticato gli analisti, hanno reso noto dei media locali.  

“Bisogna tenere in considerazione tutto questo e chiarire chi rappresenterà la maggioranza in Parlamento”, ha dichiarato il leader georgiano, il quale ha sottolineato che la vittoria dell’opposzione per coalizione è dovuta al grande appoggio ottenuto dagli abitanti della capitale. 

Vittoria in tutti i sondaggi

L’opposizione avrebbe ottenuto il 70% dei voti, secondo un inchiesta portata avanti dall’ONG Lega degli Elettori della Georgia in collaborazione con l’azienda statunitense Barselo. Il partito al potere raggiungerebbe solo il 24% dei voti.  

Un altro sondaggio realizzato dal canale televisivo Maestro, controllato dall’opposzione, ha dimostrato che Sogno Georgiano ha guadagnato il 63%, a differenza del 27% a favore del partito al potere. La televisione pubblica Rustavi-2 ha informato che la coalizione pro-russa ha ottenuto il 51% rispetto al 41% della forza politica di Saakašvili. Il presidente aveva proclamato la vittoria in 53 dei 73 distretti elettorali nei quali i candidati gareggiavano in accordo con il sistema maggioritario.

La futura repubblica parlamentare

Sin dal principio, hanno partecipato due blocchi e 14 partiti. Il risultato elettorale determinerà se la Georgia, una vecchia repubblica sovietica, seguirà il suo percorso pro-occidente adottato dopo la definita Rivoluzione delle Rose che nel 2003 portò al potere l’attuale presidente.
 
Le elezioni, alle quali hanno partecipato 3,6 milioni di votanti, hanno una particolare importanza perché nel 2013 la Georgia cesserà di essere una repubblica presidenziale per convertirsi in una repubblica parlamentare, in accordo con la riforma costituzionale. Il partito vincitore nominerà il nuovo premier nell’arco di un anno, quando il ruolo del presidente sarà ridotto a quello di rappresentanza.
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