Libertà di emigrare: come hanno reagito i cubani?

[Traduzione da BBC.es]

In più di 50 anni, per uscire da Cuba, le autorità esigevano dai propri cittadini e dagli stranieri residenti una Carta di Invito e un Permesso di Uscita rilasciato dall’Ufficio migrazioni, ad un costo di 350$ statunitensi circa.
 
Da adesso in poi sarà necessario solamente un passaporto valido e il visto emesso dal paese ricevente.
 
La notizia sul cambio della politica migratoria di Cuba ha focalizzato l’attenzione di tutti i cubani. La percezione della stragrande maggioranza è che si tratti di un passo positivo che gli farà risparmiare documenti inutili e soldi nel momento della richiesta di visto.  
 
A La Avana e a Miami – dove si concentra il maggior numero di cubani dentro e fuori dell’isola – BBC Mondo ha chiesto l’opinione ad alcuni di loro.

La Avana

“Di meglio non si poteva fare. E’ il massimo, perché per quanto mi riguardo ho già viaggiato all’estero due volte e mi è toccato vivere una terribile burocrazia e la preoccupazione permanente di ricevere o meno la Carta Bianca (permesso di uscita)”
Amaury Avilés

“E’ una soluzione eccellente, spettacolare e molto logica perché evita determinati processi pesanti e burocratici. Mia moglie ed io abbiamo già viaggiato, ma smaltire il tramite della metà è sicuramente più favorevole”
Ulises Fariñas

“E’ una cosa fantastica. Per me sarà un enorme risparmio di soldi dato che presto andrò in Colombia. I 24 mesi di proroga per tornare ci da una maggior mobilità per decidere se rimanere nel paese straniero o tornare in patria
Rafaela del Llano
 
“A me sembra una cosa molto positiva che le persone possano uscire e vaggiare verso tutti i luoghi in cui vogliono andare, coloro che hanno i soldi e che possono uscire naturalmente. Penso che cercherò di andare a vedere le mie sorelle a Miami, che non ho mai potuto vedere e visitare
Carina Frómeta

Miami

“Non credo in niente di quello che sostengono Raúl Castro né nessuno di quelli che sono al potere attualmente. E’ sempre stato tutto una menzogna, in realtà non capirei il motivo di tutto questo, però a lui non porta benefici, per questo finché non lo vedo non ci credo
 
Yolanda Medina

“Questo non cambia nulla: se sei un professionista nell’ambito sanitario o laureato all’università, dovrai chiedere il permesso, anche se non si chiamerà Carta Bianca. In queso modo, ne avranno beneficio coloro che non hanno mai preso una laurea. Qualsiasi persona a Cuba, che non sia un professionista può viaggiare in qualsiasi paese voglia. Ma lui non permetterà a laureati, medici o ingenieri di allontanarsi dal paese
 
Beatriz Roque

“La mia opinione è che bisogna lasciare che la gente sia libera di viaggiare affinché sia davvero libera. Questa cosa è molto bella, la gente ha bisogno di viaggiare, vedere la propria famiglia qui. E’ un anno che sono a Miami. Sono venuto per turismo, mi è piaciuta e per affari mi sono fermato. Economicamente, la mia famiglia non può permettersi di venire qui: io ho avuto la possibilità tramite un amico che mi ha mandato l’invito
                                                                                Heriberto Prado
“Secondo me, il governo, ogni volta che la situazione interna si fa sempre più complicata, cerca di trovare una via di fuga. Questa è una cosa che ha sempre fatto sin dall’inizio, non è la prima volta che trova soluzioni di questo tipo. Il governo ha molta resistenza interna, le persone stanno protestando per la sua repressione e per le sue mancanze. E’ una valvola di sfogo, neanche molto originale
Vicente P. Rodríguez
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