SPECIALE ELEZIONI AMERICANE: Come influirà l’uragano sulle elezioni?

[Traduzione da Nezavisimaja Gazeta]

Barak Obama e Mitt Romney hanno interrotto la loro campagna elettorale a causa dell’uragano Sandy, ciononostante questo non impedisce ai giornali americani di scrivere sulla politica nel contesto della catastrofe naturale. The New York Times, ad esempio, scrive nell’editoriale che Mitt Romney è contro la concezione del “grande governo federale”, mentre una delle sue funzioni è proprio il coordinamento delle azioni in situazioni d’emergenza. I repubblicani non credono che un carico del genere spetti allo Stato, ma è meglio che spetti a compagnie private.

Il giornale afferma che l’erroneità di tali opinioni è stata già dimostrata, quando l’uragano Katrina colpì New Orleans. Non c’è niente di meglio per gli Stati Uniti che far fronte alle catastrofi naturali con l’aiuto del Governo federale. Negli ultimi due anni, i repubblicani in parlamento, afferma il NYT, hanno progressivamente indebolito l’Ente generale per la gestione delle emergenze (Federal Emergency Management Agency). Gli abitanti della costa orientale, scrive il giornale, dovrebbero essere contenti del fatto che l’ideologia repubblicana non è ancora diventata la base delle politiche governative.

Anche l’opinionista Eugene Robinson del The Washington Post sottopone Romney e i repubblicani a critiche analoghe rispetto all’uragano. Secondo il suo parere, è proprio l’oppositore di Obama che deve sottoporsi ad un test di “purezza ideologica”: lui ha realmente affermato che il governo non deve impegnarsi in catastrofi naturali come quella di Sandy. Allora che cosa direbbe se succedesse tutto questo, nel caso in cui gli stati, come lui suggerisce, dovrebbero difendersi da soli? Robinson sostiene che i cataclismi naturali sono diventati parte della vita quotidiana, sono legati ai cambiamenti climatici, e invece la combinazione di parole “riscaldamento globale” per qualche motivo non è stato affrontato nei dibattiti presidenziali.
 
Gli analisti politici, non riescono ancora a definire se l’uragano influirà sul corso e sull’esito delle elezioni presidenziali, scrive il The Wall Street Journal. Fred Malek, fundraiser di Romney, ritiene che le forze naturali possono distrarre l’elettorato dalla campagna elettorale e quindi danneggiare i punti guadagnati dai repubblicani. Al tempo stesso, però, l’amministrazione Obama ha fatto fronte alle conseguenze dell’uragano, affinché questa circostanza non influenzasse la scelta degli elettori, dato che il tempo non basta. Mark Mellman, tecnologo vicino ai democratici, tuttavia, è convinto che Sandy è una prova per Obama. Se farà fronte alle conseguenze dell’uragano, lo aiuterà nella campagna elettorale. Gli analisti suggeriscono che gli americani, rimasti a casa, possono guardare molto di più la propaganda politica, in particolare quella critica verso la politica economica di Obama.
 
Come fa notare il WSJ, una gran parte degli stati colpiti dall’uragano, in ogni caso, voteranno per Obama, mentre sono in bilico la Florida e l’Ohio che poco probabilmente verranno colpite da Sandy.
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