In solitudine: intervista a Michail Gorbačëv

[Traduzione da Novoe Vremija]

Michail Sergeevič come mai ha deciso di pubblicare il libro solo ora?
Essenzialmente è stata la morte di Raisa a darmi l’imput.
Raisa Maksimovna voleva scrivere un libro su questo argomento?
Sì. E quando lei iniziò a parlarmi in riferimento al libro, le dissi: “hai il mio pieno sostegno, e ti sosterrò non solo a parole, ma ti aiuterò anche a realizzarlo, dargli la giusta prospettiva, il giusto contesto. Ti aiuterò a scriverlo. Ma sarà molto faticoso. Soffrirai, lo vedo che sei stanca”. Quando lei morì non potei certamente continuare a scrivere il libro al posto suo, perché siamo due cose differenti, diverse le nature. Tutto. Come l’uomo e la donna. Così decisi di scrivere io un libro affinché ci fosse una parte più umana, senza abbandonare la politica – non posso abbandonarla, è il mio campo, le ho dato 60 anni della mia vita. Ecco tutto.


Ecco come ho iniziato il libro (legge): “Agenda. 21 settembre 2000. E’ passato un anno dalla morte di Raisa. Un anno, forse il più pesante per me. La mia vita ha perso il suo significato fondamentale…”

Gorbačëv chiude gli occhi e con l’indice, molto grande, si asciuga le lacrime e dice:

Non mi ha mai abbandonato il senso di colpa per la morte di Raisa, cerco di ricostruire il ricordo di lei. Come è potuto succedere che non sia riuscito a salvarla?

E cosa avrebbe potuto fare Michail Sergeevič? Aveva una forma di leucemia acuta molto grave…

Forse si poteva. Siamo volati a Münster dove doveva effettuare un trapianto di staminali della sorella, Ljudmila, ma lei mori due giorni dopo l’operazione…Ho scritto (riprende a leggere): “Una volta le ho sentito dire: ‘Non voglio rimanere senza di te. Non potrei vivere. E tu? Tu cosa faresti? Ti risposeresti e continueresti a vivere’. E successe che rimasi solo.


Da quel momento soffre, vero?

Certo. Non me ne sono liberato. Ed è proprio un libro dedicato a tutto ciò.(Gorbačëv chiude il libro sulla cui copertina c’è una sua foto con sullo sfondo il ritratto della moglie Raisa Gorbačëva. Ci mette una mano sopra: argomento chiuso)


Come scrive i suoi libri?

Li detto.

Poi è lei a rivedere l’elaborato?

Sì, sì. Tre volte.

Qualche tempo fa, mi è capitato di vedere su internet una foto di lei con George Bush Senior. Lui è sulla sedia a rotelle. E’ andato da lui a Houston?

Ho tenuto una conferenza proprio lì. E questa (guardando la fotografia) è la stretta di mano ad un uomo che il destino mi ha portato ad incontrare e con il quale abbiamo preso e portato avanti decisioni determinati. Tra le altre cose, entrambi, sia io che lui, siamo stati traditi dal nostro entourage. Una volta mi disse: “Siamo giunti ad un accordo con Gorbačëv: è un affare complicato. Ma tutto ciò che è stato accordato, lui lo farà.” E l’entourage ha formato un gruppo alle sue spalle che appoggiava Elcin, ne parlo in questo libro. A loro non andava bene Gorbačëv ma Elcin. Gorbačëv è il creatore, Elcin il distruttore. Ha distrutto la mole di cose che avevamo costruito con tutto il popolo.


E cosa gli sta dicendo nel momento in cui viene scattata la foto?

Niente di che.

Avete parlato della Russia?

Sì. “Come va là da voi?”, “E’ dura”, gli ho risposto.

Hanno di nuovo paura della Russia?

E chi lo sa di chi hanno paura. Non credono nemmeno a loro stessi. Sicuramente, per prima cosa, non sanno se riusciranno a vincere le elezioni oppure no. (L’incontro è avvenuto il 1 novembre 2012, a cinque giorni dall presidenziali americane, nella quali il candidato repubblicano ha perso)


Bush ormai non cammina più?

No.

E cosa gli è successo?

Un po’ di tempo fa, gli misero tutti quelle viti, quei dadi (Bush senior ha subito un’operazione all’anca nel 2000). All’inizio riusciva a camminare, ha resistito a lungo, poi ha iniziato a zoppicare. Gli chiesi: “Perché ballonzoli?”. Lui: “Non vorrei che anche tu iniziassi a farlo!”. La testa era lucida, assolutamente. Lì (parlando della foto) eravamo insieme a James Baker (Segretario di Stato nell’amministrazione repubblicana di George Bush senior, nel periodo 1989-1992), Barbara e ad un’altra persona, ma non mi ricordo il cognome. Basta. Era una cosa sui generis. Hanno affittato un piccolo club. Abbiamo passato tutta la notte insieme a chiacchierare.
 
Ho l’impressione che Bush pianga in questa foto.
 
Semplicemente le sue condizioni di salute non sono buone.
 
Sembra che si stia scusando con lei.
 
Può darsi.
 
Vi scrivete spesso?
 
Certo. Poi ti porto con me e te le faccio vedere. Sono scritte con così grandi parole e pensieri.
 
Sono scritte al computer o a mano?
 
Credo a macchina.
 
Molto interessante.
 
Sorprendente, eh!? Ma tu inizierai a fotografarle e a chiedere di pubblicarne almeno una.
 
Certamente. E’ una cosa interessante.
 
Molto. Per questo non credo sia necessario.
 
Un vostro pronostico su come sarà la situazione del paese in futuro.
 
Difficile.
 
Difficile in che senso? Che c’è molto lavoro da fare?

C’è già molto lavoro da fare.

La repressione ci sarà?

Credo di sì, ma non sarà di massa. Non siamo nel ’37, non funziona più così. Perché è più facile sbarazzarsi di coloro che preservano la società. No, non ci sarà una repressione di massa. E’ la cosa più importante e loro hanno paura.

Insomma, è facile girare il volante della repressione, ma è difficile fermarlo?

Per loro è difficile nascondere, sistemare, recuperare, e così via, tutto quello che hanno fatto. Per questo difenderò tutto questo fino alla fine. Hanno bisogno di mantenere il potere, affinché tutto quello che hanno commesso in vita venga nascosto.

Allora perché l’Eco di Mosca pubblica le sue notizie, così come il nostro giornale? Perché?

Per questo stesso motivo.

Perché hanno paura di bloccare tutto?

Certo. Se passassano all’offensiva, attaccheranno con le stesse modalità. La gente ha capito che con uno stato simile non si può andare da nessuna parte.

Crede che il popolo capisca cosa stia succedendo?

Sì, lo sta capendo. Noi pensiamo sempre che non capisca, ma sbagliamo. Crediamo che di persone intelligenti non ce ne siano.

E per quanto tempo ancora continuerà questo termidoro?

Il tempo che sarà necessario.

E di quanto tempo avremo bisogno? Fino alle prossime elezioni?

Assolutamente sì.

Hanno scritto sui giornali che Putin le avrebbe chiesto di chiudere la bocca. E’ un fatto accaduto realmente?

Sì. Io ho sempre detto quello che pensavo su di loro, per questo motivo ho sempre parlato con equilibrio ed attenzione. (Nell’intervista al Los Angeles Times Gorbačëv disse che Putin si è servito delle mezogne per mantenere il potere, e che questo può portare a qualcosa di male.)

E su Medvedev ha messo del tutto una croce sopra?

Se l’è messa da solo. Lui aveva un sacco di persone pronte a dargli una mano, affinché lui riuscisse a salire nuovamente al Cremlino. Adesso ha fatto scalpore, ha cercato di spiegarsi ma ha peggiorato le cose. E’ arrivato troppo tardi.

Pensa quindi che non abbia più possibilità?

No. Per niente.

Voi conoscete qualcuno tra i nuovi personaggi che possa concorrere contro Putin?

Ma abbiamo tutte persone nuove, anche se le stesse lavorano da 10-15 anni. Per questo tutti quelli che si presentano oggi sono persone nuove. Le persone ci sono. Ne abbiamo tante.

Un esempio?

Non ci sono esempi.

Non ne volete parlare?

No.

 

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