Elezioni politiche 2013: Pane e circo elettorale

[Traduzione da Infonews]

La campagna per le elezioni politiche italiane del prossimo 24 febbraio sembra, per il momento, una commedia picaresca di basso livello. Fino a questo momento, le tre principali coalizioni politiche – il centrosinistra capeggiato dal Partito Democratico, il populismo conservatore rappresentato da Silvio Berlusconi e la nuova alleanza di centro dell’ex Premier Mario Monti – non riescono a stupire l’opinione pubblica italiana e sono anche coinvolte tutti i giorni, o nei casi gravi di corruzione, o in grottesche patinature mediatiche. In questo senso, i numeri dei sondaggi riflettono il disincanto della società italiana con il calendario elettorale: nessuno dei tre blocchi ha un ruolo predominante chiaro sulla preferenza degli elettori mentre la grangia degli indecisi non smette di ingigantirsi. Naturalmente, in questo esilarante carriera di errori politici, Il Cavaliere, ovviamente, sta dimostrando di essere ancora il re del pane e circo elettorale del suo paese. Come strategia pubblicitaria principale ha deciso di trascorrere più ore sui set televisivi delle sue imprese televisive piuttosto che in eventi pubblici. Ma, con tutto questo parlare e parlare, il suo inconscio sta facendo una strage. Questa settimana, senza andare oltre, il leader del Popolo della Libertà ha battuto ogni record di sincericidio quando ha riconosciuto che, a suo avviso, Mussolini “aveva fatto cose buone. E ‘difficile prendere il posto di coloro che hanno deciso allora. Forse per paura della potenza tedesca, ha preferito essere un alleato di Hitler piuttosto che l’avversario “.

Dall’altra parte, il Partito Democratico (PD) – in vantaggio, per un piccolo margine, in tutti i sondaggi – sta cercando di spiegare in questi giorni come una banca della regione Toscana – il Monte dei Paschi, la più antica del mondo -, considerato un territorio rosso perché storicamente governato dal centrosinistra, è in mancanza di liquidità allarmante dopo che sono stati scoperti operazioni segrete e illegali da parte della dirigenza con una banca giapponese. Fino a questo momento, le spiegazioni di Pier Luigi Bersani non ha convito una società civile che torna a confermare quanto i fili tra il potere finanziario e quello politico locale sono comunque ben annodati con l’addolcito progressismo italiano. In tale contesto, il braccio destro di Berlusconi, Angelino Alfano, ha sentito l’odore del sangue del suo eterno rivale e ha saputo approfittare di questa battuta d’arresto con dichiarazioni forti che non sono state ribattute con motivazioni valide dall’incontro nazionale del PD: “Il MDP è vicino al crac perché è stato governato, de facto, dalla sinistra e questo è l’esempio di come governerà il paese se vincerà le elezioni”.

Infine, in questa presunta trilogia dell’anima partitocratica italiana, appare il tecnocrate Mario Monti. Storico quadro strategico di Goldman Sachs e soldato del programma di tagli proposto dalla Germania, mentre ha esercitato il ruolo di primo ministro dopo le dimissioni di Berlusconi, Monti tenta con poco successo di spogliarsi da questa figura di tecnico e apparire agli elettori come un leader di centro, simpatico e moderato. Per questo motivo, rincorre i principali programmi televisivi e sperimenta una sorta di berlusconismo di bassa intensità. Scherza con i suoi intervistatori, si impegna a non aumentare le tasse e annuncia, ogni giorno, i suoi nuovi e mediatici candidati. Poiché tra le fila di Monti c’è di tutto. Dalla campionessa olimpica di scherma Valentina Vezzali fino all’attuale ministro della Salute, Renato Balduzzi, passando per il direttore del giornale romano di destra, Il Tempo, Mario Sechi, e anche un famoso imprenditore leader mondiale nella produzione di yacht, Paolo Vitelli .

Cosa sta succedendo, quindi, nella scena politica italiana? Perché non vengono fuori formazioni politiche che riescano a dare un’alternativa al programma di tagli suggerito dall’Unione europea? Secondo la giornalista Rossana Rossanda – ex direttrice del leggendario quotidiano di sinistra, il Manifesto – “E’ bastato che Silvio Berlusconi riapparisse sullo schermo, con il volto tirato male per far rifugiare l’Italia sotto l’ala di Mario Monti. Non sono la stessa cosa, anche se la rotta è sempre quella della destra. Purtroppo, da qualche tempo, gli italiani sembrano disabituati a pensare che la distinzione tra destra e sinistra ha un senso. Oggi ci sarebbe solo quella la direzione, indicata dalla predominanza del finanzcapitalismo come lo definisce Luciano Gallino”.


 Rossanda si sofferma sulla falsa antinomia Monti-Berlusconi e, naturalmente, lascia aperta la questione se vi sia l’intenzione del Partito Democratico a livello nazionale di cambiare il modello neoliberista. Guardando vero Sud, ha intervistato per telefono il responsabile delle relazioni internazionali del principale sindacato italiano centro con l’America Latina, Sergio Bassoli della Cgil, a cui ha rivolto questa domanda. Da un lato, Bassoli ha avvertito che: “Le prossime elezioni dovrebbero portare a un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali che i governi Berlusconi prima, e il governo dei tecnici poi, hanno portato avanti nel paese. Non bisogna dimenticare che dal 2008 si sono persi più di 700.000 posti di lavoro”. Ma subito dopo, il sindacalista italiano ha anche osservato che: “La Cgil ha presentato la sua proposta chiamata Piano per il lavoro. Questo progetto è stato presentato ai rappresentanti della coalizione di centro sinistra, che si sono impegnati a prendere alcuni aspetti della proposta avanzata dalla Cgil”.
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