Cahuzac: l’instabilità italiana non minaccia la zona euro

[Traduzione da Le Monde]

Jérôme Cahuzac, ministro del bilancio, stima che l’incertezza politica che regna in Italia dopo le elezioni parlamentari non rischia di causare una nuova crisi dell’euro. Intervistato su RTL in merito ad un eventuale minaccia di una nuova crisi dell’euro a seguito dello stallo politico italiano, M. Cahuzac ha risposto: “Una crisi dell’euro? No, perché […] si tratta di una crisi politica che minaccia l’Italia per motivi istituzionali”.

Secondo quanto da lui affermato, dalle elezioni politiche di domenica 24 e lunedì 25 febbraio in Italia si sono “imparate due cose” e hanno portato il paese in una sistuazione di stallo data la mancanza di un chiaro vincitore. “La prima cosa è che la Francia, dalla voce di François Hollande, ha fatto bene a chiedere ai tedeschi un budget di rilancio quando si trattava di eleborare il bilancio europeo”, ha indicato Cahuzac, sottolineando che il “progetto europeo è un progetto intenzionalmente di protezione, entusiasmante, un progetto di pace”.

Giudizio

Ma è successo che “in ogni caso, la percezione che gli italiani sembrano avere, è quella di un progetto punitivo, repressivo incarnato da (il capo di governo uscente) Mario Monti”, ha rilevato M. Cahuzac, spiegando il secondo punto. Sapendo che “i paesi che si sono indebitati troppo – Italia, Spagna, ovviamentre la Francia – devono procedere al risanamento dei conti pubblici, sono costretti a farlo con giudizio, comprendendo quelli che sono  gli sforzi chiesti ai nostri cittadini”, ha sostenuto.
“Mario Monti aveva l’appoggio  della Commissione europea, dei mercati ma la politica che ha portato avanti non era sufficientemente completa per le sofferenze che gli italiani hanno dovuto sopportare e gli sforzi che gli sono stati richiesti”, ha spiegato Cahuzac. In Francia, nel 2013, nonostante un obbiettivo di disavanzo che non supera il 3%, non chiederà di compiere ulteriori sforzi supplementari sia dal punto di vista economico sia da quello delle imposte”.

Bruxelle si è detta fiduciosa

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso,  ha confidato la sera di mercoledì di essere “fiducioso” per la “stabilità politica” del paese, “nell’interesse dell’Italia e dell’Europa”. A seguito di un incontro con il primo ministro uscente, Mario Monti, Barroso ha anche affermato che se il programma di riforme in questo paese è stato “pienamente attuato”, verrà ad “aumentare significativamente la potenziale di crescita del paese”.

“La crisi non è ancora finita e lo sforzo non deve essere abbandonato”, hanno osservato i due leader. Ciò comporta continui sforzi di consolidamento [del bilancio] e di riforma” per creare “la crescita e l’occupazione e aumentare la competitività, garantendo nel contempo la stabilità di bilancio”.

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