Disputa ideologica del summit europeo

[Traduzione da Nezavisimaja Gazeta]

A Bruxelles si è tenuto un summit di due giorni dei membri dell’UE, l’ordine del giorno comprendeva la questione rispetto alla ricerca del modo per stimolare l’economia e combattere la disoccupazione. I partecipanti hanno dovuto inoltre discutere la richiesta di Cipro a fornirgli assistenza finanziaria per un importo di 17 miliardi di euro. Secondo alcuni opinionisti, nel vertice si è rischiato di accendere un dibattito “ideologico” tra i sostenitori dei diversi metodi di lotta all’eurocrisi.
Il summit di due giorni, che si è aperto il 14 Marzo a Bruxelles, aveva come piano originale quello di esaminare in primo luogo la richiesta di Cipro di concedere assistenza finanziaria immediata. Tuttavia, il deterioramento della situazione economica di tutta l’UE ha costretto i leader dei paesi membri di spingere la questione di Cipro in secondo piano. Mercoledì scorso, il governo italiano ha messo in atto un regolare accesso ai mercati dei capitali privati, e si è trovata di fronte ad un calo della domanda per le sue obbligazioni e un aumento del loro tasso d’interesse, il che significa prezzi più elevati di credito.

Gli esperti attribuiscono questa perdita di fiducia da parte degli istituti di credito, dopo che lo scorso Venerdì l’agenzia di rating statunitense Fitch ha abbassato il rating dell’Italia a BBB +. Un altro motivo è stato la difficoltà di formare un nuovo governo dopo gli indecifrabili risultati delle elezioni parlamentari. In Spagna la situazione sociale si è aggravata e soffre molto per la disoccupazione, soprattutto tra i giovani. In Grecia, le azioni contro l’UE che ha imposto austerità continuano.

Estremamente preoccupante è la statistica economica dell’UE, in particolare quella dei paesi aderenti alla moneta comune. Nel quarto trimestre dello scorso anno, l’economia della zona euro ha sperimentato il declino più grave negli ultimi quattro anni, il tasso di disoccupazione nel mese di gennaio, ha raggiunto il 11,9%. In queste circostanze, tra i leader dei paesi dell’UE sono aumentati i  dubbi circa l’efficacia del percorso preso da Bruxelles, ossia quello dell’austerità. Nel dibattito si è aperta la questione della necessità di adottare misure per stimolare l’economia e contrastare la disoccupazione, soprattutto tra i giovani. E’ stato significativo, a questo proposito, il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz: “L’Europa ha speso  700.000.000.000€ per salvare le sue banche, ma può aver perso lungo la strada un’intera generazione di giovani”.

Di conseguenza, molti esperti avevano previsto che il vertice avrebbe segnato una lotta “ideologica” tra coloro che sostengono l’allentamento dell’austerità al fine di creare incentivi per la crescita, e quelli che non sono pronti a rinunciare al percorso intrapreso. Il presidente francese, Francois Hollande, è considerato l’iniziatore principale della revisione di tale percorso, ed ha praticamente rinunciato alla sua promessa di ridurre il deficit di bilancio del paese di quest’anno al 3% del PIL (secondo le statistiche, si aggirerà intorno al 3,7%). Al suo fianco può essere inserito il primo ministro italiano, Mario Monti. Inoltre, inaspettatamente dalla parte di Hollande,c’è il primo ministro britannico David Cameron. Avversario di qualsiasi allentamento dell’austerità resta la cancelliera Angela Merkel.

Non tutti gli esperti ritenevano che la disputa “ideologica” sarebbe stata aperta. I partecipanti al vertice potevano semplicemente finire per destabilizzare ulteriormente il continente e compromettere ancora di più le loro posizioni politiche, in particolare una sconfitta della Merkel e del suo partito alle prossime elezioni del Bundestag. In una situazione tale, la controversia si è attenuata. I progetti di soluzioni del vertice riguardavano suggerimenti per rilanciare l’economia e combattere la disoccupazione. Prima di tutto, si trattava di migliorare le condizioni di piccole e medie imprese e l’aumento dell’occupazione dei giovani.

Inoltre, si prevedeva la discussione sui modi per massimizzare l’uso delle relazioni economiche esterne. Stiamo parlando dei prossimi negoziati con gli Stati Uniti su un piano per creare una zona comune di libero scambio, il più grande del mondo.

Per quanto riguarda la richiesta di Cipro per l’assistenza finanziaria per un importo di 17 miliardi di euro, non è stata accontentata. I partecipanti al summit hanno potuto acquisire familiarità con il nuovo presidente del paese e gli hanno chiesto che cosa Cipro possa fare per evitare un default. Nella cerchia dell’UE non hanno abbandonato l’idea di rasatura (taglio) del debito ai creditori privati ​​di Cipro, sul modello di quanto è stato fatto per la Grecia. Il fatto è che la crisi finanziaria di Cipro, a Bruxelles, è considerata un problema nella mani dei banchieri del paese. Questi ultimi, hanno ospitato volentieri i fondi degli investitori stranieri, tra cui le risorse offshore dalla Russia e hanno fatto credito alla Grecia con un maggiore tasso di interesse. La riduzione del debito privato in Grecia ha colpito la situazione finanziaria delle banche cipriote. L’attuale proposta di tagli al debito di Cipro, hanno rispettivamente colpito i depositi stranieri, tra cui le imprese e i privati russi. Questa questione sembra sarà nuovamente discussa nel corso dei negoziati secondo quanto richiesto da Cipro, la cui data sarà annunciata al vertice.
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