Today week

La Cina libera un importante prigioniero politico tibetano

Alcuni gionalisti dalla Cina confermano che il governo del paese asiatico ha liberato un prigioniero politico tibetano Jigme Gyatso, dopo oltre 17 anni di carcere. Tashi Puntsok, portavoce del governo del Tibet in esilio, ha dichiarato che Gyatso è stato messo in libertà un anno prima della fine della sua pena, probabilmente dovuto a problemi di salute. Jigme Gyatso è stato incarcerato nel 1996 dopo essere stato accusato di separatismo e di essere un pericolo per la sicurezza della nazione.

L’ex monaco probabilmente soffre di problema ai reni e vari gruppi di diritti umani hanno sostenuto che l’uomo è stato torturato durante la sua prigionia.

Le autorità gli hanno ordinato di tornare nel suo paese natale, in una regione di maggioranza tibetana nella provincia di Gansu.

L’ONU approva il primo trattato sul commercio d’armi

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato quasi all’unanimita a favore del primo trattato internazionale che regola il commercio multimilionario delle armi convenzionali. Solo tre paesi hanno votato contro tali misure – Iran, Siria e Corea del Nord – mentre altri 23 paesi si sono astenuti.

Il trattato esige dalle nazioni un rapporto di vendita delle armi e una valutazione sul fatto che tali armi esportate possano essere utilizzate per violare diritti umani. L’accordo include dalle navi da guerra, aerei e carrarmati fino a piccole armi.

Nulla di fatto tra Kosovo e Serbia

I leader di Serbia e Kosovo non sono riusciti a giungere ad un accordo sullo stato del Kosovo, una vecchia provincia Yugoslava, che ha dichiarato unilaterlmente la propria indipendenza dalla Serbia nel febbraio del 2008. Anche se molti paesi hanno riconosciuto il Kosovo come stato indipendente, la Serbia non l’ha fatto. Le trattative, promosse dall’Unione Europea, hanno avuto luogo a Bruxelles. Parlando dopo l’ultima sessione-maratona di negoziazioni, il primo ministro serbo, Ivica Dacic, ha dichiarato di non essere giunti a nessun accordo, a fronte di una serie di incontri avuti con il primo ministro kosovaro, Hashim
Thaci. Le trattative si sono chiuse mercoledì. Il capo degli affari esteri dell’UE, Catherine Ashton, ha sostenuto che il divario tra i due è stretto ma profondo. 

Un accordo tra le parti è visto come una condizione previa affinché la Serbia inizi le trattative rispetto alla sua adesione all’UE.

Israele ha accusato militari palestinesi di aver lanciato razzi nel sud del paese per il secondo giorno consecutivo. Non si hanno notizie di vittime. Il ministro della difesa, Moshe Yaalon, ha dichiarato che Israele non permetterà che queste azioni diventino routine. Poco prima, Israele ha portato avanti un’incursione aerea nella Striscia di Gaza, la prima da quando questo paese ha dovuto sopportare un combattimento di otto giorni contro Hamas il novembre scorso. Martedì un razzo palestinese è caduto in una zona deserta vicino alla frontiera senza causare danni.

Uno studio afferma che più di 600 europei combatto al fianco dei ribelli siriani

Uno studio realizzato in un anno dall’università britannica ha rivelato che più di 600 cittadini europei sono andati in Siria per lottare al finaco dei ribelli. Un centro di ricerca del Kings College di Londra ha recuperato informazioni nei post pubblicati in forum jihadisti e nei comunicati dei mezzi di comunicazione. Si pensa che il maggiorn numero di combattenti ribelli europei in Siria, provengano dal Regno Unito, seguito da Francia e Belgio. Tuttavia, i ricercatori avvertono che c’è una grande variazione delle stime, dal momento che le cifre più basse suggeriscono che gli europei coinvolti siano solo 130.
L’Alto Commissario dell’Onu ha chiesto la chiusura di Guantanamo

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, questo venerdì ha sollecitato tutti i dipartimenti del governo degli Stati Uniti di lavorare per la chiusura del centro di detenzione di Guantanamo, dato che si consedera che tale carcere violi la legge. Pillay ha espresso la sua delusione per la mancanza di progressi per la chiusura del carcere, nonostante siano passati quattro anni da quando il presidente Obama aveva promesso la sua chiusura. La funzionaria dell’ONU ha dichiarato il fatto che i detenuti abbiamo fatto uno sciopero della fame, sia un segno della loro disperazione. Si stima che a Guantanamo ci siano più di 160 detenuti, di cui alcuni sono lì da più di dieci anni.
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