Noize 13/04

Oggi il Bibrinews vi porta a scoprire un cantautore di terra russa. L’Est Europa è un luogo inesplorato dal punto di vista musicale, ma presente alcune proposte d’avanguardia, da far impallidire i più sperimentali gruppi Occidentali.

Uno di questi è Andrej Vjačeslavovič Lysicov, in arte Del’fin (Дельфин, delfino). La sua carriera artistica comincia agli inizi degli anni ’90 con il gruppo rap Mal’čišnik (Мальчишник, festa di addio al celibato): si fa subito notare per la spudoratezza dei testi e le parole sfacciate, tipico del test rap che propone i propri contenuti sempre in maniera esplicita. Nella Russia, post-comunista, non essendoci più un organo di censura, si ha una liberalizzazione eccessiva della parola. Una delle canzoni più rappresentativi di questi primi due anni di carriera è Seks bez pereryva (Sesso senza sosta):

Lei aveva ancora voglio…Ho detto: “Aspetta un attimo
Dai! Ragazza mia, vai a casa
Beh, magari domani, alle cinque in punto
Ci servirai di nuovo in termini di sesso

Stanco della brutta fama creatosi con i Mal’čišni, Del’fin decide di cambiare direzione e intraprendere un progetto già avviato alla fine degli anni ’80, i Dubovyj Gaaj” (Дубовый Гаайъ, in ucraino: querceto), che riprende le influenze post-punk di quegli anni. Nonostante la sua breve vita (92-94), il gruppo rappresenta una vera è propria rivelazione della musica underground russa: con l’inimitabile stile, commistione tra rock, punk e hip hop, viene paragonato ai Kino proprio per la ricercatezza stilistica delle canzoni, sempre composte da Del’fin. Sfruttando il tema delle droghe, diffusesi massicciamente in seguito alla caduta dell’URSS, il gruppo parla dei problemi della nuova società russa, corrotta e entrata a capofitto in un marasma di criminalità e consumo di stupefacenti. La canzoni più rappresentativa di questo periodo è Mišiny del’finy (I delfini di Misha):

Ma una volta, sulle innocenti sponde della tua anima,
Una schifezza crebbe, come i grattacieli delle bugie
E in acqua pura, galleggia lo sporco di scarico
Per le tue vene, dirigendosi nell’oceano.
Non ci sono pesci come i sentimenti, pensieri come gabbiani,
solo la paura di un delfino sulla cresta della disperazione.
Ma anche lui se ne va, dopo aver rotto la rete col naso.
E nuota verso di te il delfino chiamato “Morte”.
Ti guarderà a lungo nei tuoi occhi vuoti
E poi capirà il motivo per cui lui e venuto qui.
E dopo esserti tolto i vestiti, nuoterai accanto a lui.
Ti chiama a morire, il tuo ultimo delfino.

 E’ questa canzone che poi avrebbe dato il nome al nuovo progetto musicale di Del’fin, cercando di portare avanti l’operato dei Dubovyj Gaaj”. Intraprendendo, dal 1997, la carriera solista, Del’fin si lascia contaminare dalla musica elettronica, che spopolava in tutta Europa. Con il primo album solista Ne v focuse (Fuori mira), Del’fin vuole definitivamente staccarsi dal suo passato: i testi di tutte le canzoni trattano della vita quotidiana, narrando ciò che accade in noi ed intorno a noi – la solitudine, la droga, la violenza e l’illegalità. Insomma un album più profondo che racchiude in sé anche molte critiche alla società del tempo. Ma è con l’album Glubina rezkosti (Profondità di campo) che viene consacrato nella musica contemporanea e da cui intraprende la strada del cantautorato. Il rapporto tra la parola e il suono diventa più profondo e i temi trattati si allontanano dalla volgarità, dando spazio alla fede, alla speranza e all’amore. Una delle canzoni più rappresentative dell’album è Dver’ (Porta):
Ho gettato una bracciata di foglie nel fuoco.
Reggendo come fumo grigio il pallido tendone del cielo.
Loro si sollevano come polvere, bruciati fino in fondo.
mi pulisco con le mani la fuliggine dal viso
Come se così fosse già successo, ma questa è solo stanchezza.
Dopo la pubblicazione di questo album di successi, Del’fin propone il suo lavoro più enigmatico e sperimentale Plavinki (Pinne). Il cambiamento di stile è netto: l’hip hop viene abbandonato, lasciando completamente lo spazio all’aggressività del suono, proponendo un forte uso di elementi strumentali come la batteria e la chitarra. Il testo delle canzoni viene letto per conferire ulteriore liricità alla parole. Molto suggestiva è la canzone Okno (La finestra):
Lei è così sola
In questo quartiere di desideri,
Dove quelli come lei
sono accolti negli angoli vuoti.
Dove a colazione mangiano
Odori bolliti di sogni,
Dove vivono venditori
Di erbe e fiori disegnati.

 
Del’fin si afferma sempre di più come cantautore, con influenze rock-alternative e elettroniche. Sono presenti anche piccole influenze del russkij rok, ma passive, non volute. Con l’uscita dell’album Tkani (Tessuti), nel 2001, l’autore rende più aggressive le sonorità, lasciando spazio al rumore puro, tra rock e free-jazz. I testi si concentrano sulla dimensione privata ed interiore del cantante. Questa dimensione un po’ tormentata non lo porta al successo di pubblico, nonostante il grande successo di Tebja (Tu):

Senza di te morirò.
Chiuderò semplicemente gli occhi,
E solo a me soltanto
Spetteranno i cieli.
Ti porterò con me
In questo lungo viaggio.
Ecco, solo un angelo santo
può non sentirsi attratto.

Nel 2004, esce l’album che ha avuto più successo in assoluto nella carriera di Del’fin Zvezda (Stella). La donna, la malinconia, la solitudine e la morte, sono questi i principali temi delle canzoni in questo album: la ricerca dell’io viene abbandonata, portando avanti una ricerca del noi. Viene abbandonato il canto-lettura, proponendo una ricerca vocale più articolata. Certamente non è l’lbum più innovativo: viene criticato per la sua poca originalità e per il fatto che non abbia niente da dire. Ma le canzoni piacciono molto al pubblico russo, coinvolgendo un numero sempre più grande di fan grazie ai toni più melodici e alle romantiche canzoni d’amore. Diventano molto famose Romans (Romanza), Serebro (Argento) e Vesna (Primavera):

Ditele che l’amo
E che starle lontano mi fa morire
E che solleverò lei sola
Tra le braccia verso lontananze al tramonto.
[Romans]
Noi non ci potranno ritrovare, tutto ciò che siamo, è acqua.
rimane solamente che aspettare l’argento della pioggia.
[Serebro]
Noi senz’altro ci incontreremo, capito?
Perdonami
Là, dove me ne sto andando via, c’è la primavera…
Io so che potrai trovarmi.
Non rimanere sola.
[Vesna]
Nel 2007, Del’fin da alla luce un nuovo album Junost’ (Gioventù) che lascerà stupiti in molti, allontanandosi nuovamente dalle influenze e dalle caratteristiche dell’album precedente. Si denota un forte ritorno alla musica elettronica, alle influenze dei Depeche Mode, dai quali l’artista trae aspirazione, e le associazioni di parole semplici ad un suono ben preciso. Lo stile è quello della musica anni ’80: una vecchia batteria, tastiera sintetizzata e chitarre assordanti; uno strano ibrido tra electropop, electrofunk e rock. La canzone di debutto dell’album è Sneg (Neve):
La notte sparge la neve
Come se il cuscino della luna si fosse strappato,
Come stella di discoteca,
Sulla città di pietra
La paura di un lieve sussurro,
Senza lasciar traccia,
Come scintilla di un coltello tra le mani,
S’insinua in mezzo alle case.
Ed ecco che nel 2011 esce il settimo lavoro del progetto Del’fin, Suščestvo (Essenza): un doppio album che si compone di 14 tracce. Per quanto il suono sia più o meno riconoscibile, si presta maggiore attenzione alle canzoni. Queste sono nuove soprattutto in termini di intonazione. In parole povere, questo è il primo album di Del’fin, a cui è possibile dare pienamente una serie di aggettivi “positivi”: ha scritto un bellissimo, commovente, un album brillante e umile.
Sunset, diventa cavallo di battaglia di questo nuovo album:
Fammi vedere come il giorno muore
come il suo cuore annega nell’oceano
e come il vento geme con un infinito sospiro
sul mondo, lasciato nell’ombra.
L’originalità e lo spirito innovativo di Del’fin lo rendono agli occhi dei suoi fan e non solo, un poeta capace di mettersi in discussione e trovare parole e rime che stupiscano e incantino. La suggestione della sua voce e della musicalità delle sue canzoni creano, con le parole, un liricità unica che porta a riconoscere apertamente le grandi doti di questo artista in continua evoluzione.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...