Il giorno di una provocazione annunciata

[Traduzione da Nezavisimaja Gazeta]

A Tbilisi hanno picchiato dei ragazzi gay. Il flash mob li ha portati via. I gay e i loro simpatizzanti con l’aiuto della polizia sono riusciti ad andarsene sui pulmini. In effetti, è successo quello che il nostro giornale aveva previsto ieri, con le sue fonti e e suoi commentatori da Tbilisi. I georgiani filo-occidentali dopo la manifestazione dell’orgoglio gay hanno girato i loro occhi con orrore: la NATO e l’UE momentaneamente non vedono! E’ possibile che dopo la giornata contro l’omofobia, in cui ci sono state dispersioni di persone con diverso orientamento sessuale da persone di orientamento tradizionale, le fabbriche d’Europa smetteranno di tessere un tappeto con ricamato Welcome Georgia? Sembra di no.
 

Su Youtube è possibile trovare un video di una protesta a Parigi (aspetta un minuto: a PA-RI-GI!), dove migliaia di francesi sono scesi in piazza contro i sostenitori del Gay Pride e di svaghi del genere. Un episodio molto simile. I filmati in cui si vedono i parigini che scuoto i pulmini con dentro ragazzi omosessuali, sembrano girati a Tbilisi. Anche la Francia è un paese barbaro, così come viene definita la Georgia dagli stessi georgiani filo-occidentali e garanti delle libertà dell’uomo? Non è nell’UE ed arrivare alla NATO è come arrivare sulla Luna? No. Non è che gode di tutti i diritti, ma è una dei principali membri di questa organizzazione.
Gli attivisti georgiani per i diritti umani e gli altri destinatari delle sovvenzioni europee sostengono con orrore: “Ora tocca ad altre minoranze: nazionali, religiose, culturali…quali ci sono ancora? Davvero?! Ma se il paese, nel corso degli ultimi anni, per due volte di seguito ha calpestato il rastrello della guerra etnica, e alla fine dei conti, si è trovata con il 20% di territorio in meno; ce ne vorrà ancora una terza e una quarta, allora è in questa direzione la sua (mettete voi la parola più appropriata) strada.
Io non sono incline a giustificare i migliaia di giovani e non più giovani di Tbilisi, che hanno aggredito decine di persona di orintamento sessuale differente. E’ uno schifo. E’ davvero inaccettabile che gli ispiratori degli attacchi sono stati prima di tutti i sacerdoti “antigay”: persone che, per quanto capisca, per obbligo morale devono rimanere lontani dalle violenze e pregare per gli “smarriti”, i peccatori, ecc…così come loro definiscono i gay. Ma le vittime, in questo caso, non vogliono capire. Sono stati avvisati ripetutamente in maniera molto franca: nessuna manifestazione nel centro di Tbilisi, altrimenti sarete picchiati. Soprattuto il giorno dopo il lutto nazionale in onore dei soldati georgiani morti in Afganistan. Le vittime erano consapevoli di quello verso cui sarebbero andati incontro e cosa avrebbe comportato.
 

Qualsiasi persona in un paese libero ha il diritto di organizzare dei cortei, dove vuole – questo è quello che mi ha scritto un mio amico su Facebook, attivista per i diritti dell’uomo. Ok, così sia. Anche gli “anti-gay”, venerdì hanno organizzato il loro corteo. Proprio dove volevano farlo. La Georgia è proprio un paese libero, dopo tutto. Quello che si è ottenuto è venuto fuori.

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