La retta moralità: scoutismo e omosessualità

La notizia sull’accetezione da parte dei Boy Scout d’America (la più grande associazione scout americana) delle persone omosessuali, all’interno della loro comunità, è sicuramente una vittoria. Ma a metà. La storia è piena di percorsi del genere: l’uomo ha sempre dovuto lottare infinite battaglie per i propri diritti, e sembra che la lezione non passi mai di moda. E’ stata votata dal 61% dei votanti la cancellazione della norma che poteva comportare l’allontanamento degli individui con differente orientamento sessuale. Sicuramente, questo cambio significativo (ricordo che solamente un anno fa, il dibattito era davvero in alto mare) è stato dovuto alle spinte libertarie del presidente Obama e delle sue politiche sui diritti civili per le coppie omoparentali.

Come dicevo all’inizio, è una vittoria a metà per due motivi: il primo, non si è riusciti ad andare oltre i giovani scout che fanno parte della comunità. Non sono riusciti a scavalcare il gradino più insidioso e a discutere sulla possibilità di accettare capi omosessuali. E’ sicuramente un argomento spinoso, che porterebbe a scontri molto forti: non è certo sconosciuto l’integralismo religioso americano e il carettare quasi “militaresco” (passetemi il termine) dell’ordinamento scout.
Basti pensare che con l’abolizione di questa norma, molti genitori hanno minacciato di togliere i loro figli dalla comunità per emergenza di “retta moralità” (che rappresenterebbe il secondo motivo). Quello che vorrei dire a riguardo è quanto segue: molto spesso, le persone parlano di retta moralità senza però calarsi nei panni dell’altro. Se si trovassero nella situazione in cui uno dei loro figli venisse cacciato solamente per il proprio orientamento sessuale (che non prevede violazione di minorenni o animali), quale “moralità” si nasconde dietro questo gesto? Quale insegnamento di comunità verrebbe dato (ed è stato dato fino ad ora)? Il disprezzo, la non accettazione, il dover nascondere la propria natura per poter far parte di un gruppo. Quella sì che è una vera emergenza morale, di cui fino ad ora nessuno aveva parlato.
Un altro tassello da aggiungere alla vittoria dei diritti dell’uomo, ricordando tutti gli scout che hanno affrontota questo argomento con coraggio, senza nascondersi, discutendo con le proprie comunità e mettendosi in gioco per difendere il proprio diritto di persona da rispettare. Andate avanti!
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