Famiglie non convenzionali

[Traduzione da Snob]

Tutte le famiglie tradizionali, sono tradizionali allo stesso modo. Quello non convenzionali, lo sono in modo diverso. 

Ad esempio, ecco Issa e Mar’jam. Vivono a Nazran’, Inguscezia. Issa ha cinquantatre anni. Mar’jam, cinque. Vivono insieme da tre anni perché Mar’jam ha perso i genitori, e Issa è suo zio.

Nel Caucaso è così: se muoio i genitori, il bambino viene preso dal parente più stretto. Issa è il più stretto. Per di più, gli altri parenti non hanno avuto fretta nel prendere Mar’jam, perché i suoi genitori erano affetti da HIV e così la stessa Mar’jam dalla nascita. Per Issa non c’è nessun problema, anche lui ha l’HIV. Non so come l’abbia preso. Forse facendo uso di droghe, forse dando del sangue per denaro, forse facendo sesso – non lo so. So soltanto che adesso lui prende regolarmente le medicine antiretrovirali, per poter vivere più a lungo. E proprio lui è andato con Mar’jam a Ust-Izhora ed è rimasto con lei in clinica affinché le prescrivessero i farmaci antiretrovirali, in modo da farla vivere a lungo. Perché dopotutto, Issa le insegnerà a prendere in modo preciso gli antiretrovirali. 

Potrebbero essere molto felici, questi due. Questa famiglia. Se solo gli organi tutelari permettessero ad Issa di adottare la bambina o per lo meno formalizzare la sua tutela. Ma non gli danno nessun permesso. Secondo la legge (entrata in vigore a metà anni ’90 quando non erano ancora in commercio farmici antiretrovirali), alle persone affette dal HIV è vietato adottare bambini, anche se si tratta di bambini sieropositivi. Non hanno tolto Mar’jam a Issa semplicemente perché a Nazran’ non ci sono luoghi dove poter portare bambini sieropositivi. E inoltre perché per gli Ingusci è davvero forte la sincera fiducia sul fatto che gli orfani debbano essere accolti dai parenti più stretti. E più stretti di Issa, non ce ne sono. Ecco come vivono alla giornata Issa e Mar’jam. 
Così Aleksej, Eva, Masha, Katja: anche loro sono una famiglia. Aleksej e Eva sono marito e moglie. Katja è la figlia nata dalla loro unione. Mentre Masha è figlia di Eva, frutto del precedente matrimonio. Aleksej non può adottare Masha. Anche se la ama come fosse sua, così come lei allo stesso modo, chiamandolo papà. Alksej lavora per una grossa compagnia e il suo stipendio è molto alto, ha un appartamento molto bello e una casa in campagna. Ma nessuno gli permette di adottare Masha, perché secondo la legge (vedi sopra) le persone che vivono con sieropositivi, non possono adottare bambini, anche se la bambina da adottare è sorella naturale di tua figlia.
Beh, certo. Aleksej ha l’HIV. Ma lui prende i farmaci antiretrovirali, la sua carica virale è pari a zero, in altre parole, non può infettare nessuno. Da quanto è innocuo Eva ha dato la luce una bambina sanissima. Katija. Insomma, alle persone sieropositive è permesso fare figli, ma non adottarli. E a nessuno questo sembra una motivazione assurda.
Oppure…beh, di Svetlana Izambaeva, la quale ha combattuto due anni per avere l’affidamento del fratello minore rimasto orfano, ne avrete sentito parlare. E ci sono come minimo altre seicento persone sieropisitive che vorrebbero adottare dei bambini. Alcuni, come Issa, devono adottare una nipote orfana. Altri, come Aleksej, voglio adottare la figlia del primo matrimonio della moglie, affinché Masha non chieda il perché sua sorella Katija viene invitata sempre alla cena aziendale di Natale di papà, mentre lei no. Qualcuno lavora come volontario a Ust-Izhora e vorrebbe adottare un bambino che ormai sente come suo. Ognuno ha i suoi motivi, ma seicento persone sono quelle che hanno scritto una lettera al Ministro della Salute chiedendo che prima di affidare i bambini sieropositivi ad americani o francesi, o che nessuno li adotti, che li diano a noi.
Sono già passati dieci anni da quando l’HIV non è più considerata una malattia mortale, ma semplicemente una malattia cronica.
Sono passati ormai cinque anni da quando i miei amici e conoscenti sieropositivi hanno smesso di morire, hanno iniziato a fare figlie e ora vivono felici, nella misura in cui è possibile vivere felice nella nostra patria.
E anche tutti i vostri amici e conoscenti sieropositivi…non ne avete?
Vi sbagliate! Ne avete e come.
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