SPECIALE CRISI POLITICA: Il burattinaio

[Traduzione da The Economist]


Le risse verbali al vetriolo, di attualità nei talk-show della televisione italiana, sono lo specchio della politica del paese. E’ più turbolenta che mai dopo che la Corte Suprema ha confermato la condanna per frode fiscale a Silvio Berlusconi, ex primo ministro. Nelle otto settimane da quando la Corte ha confermato la condanna a quattro anni di carcere (che in sostanza risalta essere solo un anno di arresti domiciliari o servizio civile), gli italiani hanno dovuto sopportare più del solito le diffamazioni verbali. E sono tenuti sulle spine circa le probabilità di sopravvivenza del governo della fragile coalizione di Enrico Letta.

Sempre lo showman, Silvio Berlusconi, ha recentemente monopolizzato le prime pagine e i titoli televisivi. Il 18 settembre, giorno di seduta al Senato, nel quale è stato eletto nel mese di febbraio, ha fatto un passo ulteriore verso la sua espulsione, andando contro la magistratura e il Partito Democratico (PD) in un messaggio televisivo registrato della durata di 15 minuti. Ha promesso di continuare a guidare il suo Popolo della Libertà (PdL), partito della coalizione di Governo, anche se espulso dal parlamento. Da quel momento, i loghi negli uffici del PdL sono stati cambiati tornando a Forza Italia, il nome del movimento da lui fondato nel 1994, che lo ha portato al suo primo successo politico.

Il cambio di nome fa parte dei preparativi per le elezioni. Così, questo mese, Berlusconi ha presentato ricorso contro la mossa di espellerlo dal parlamento alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Molti italiani simpatizzano per lui, ma per gli altri il ricorso al tribunale è un’ulteriore prova che ha trascorso il suo tempo nella politica lavorando soprattutto per i suoi interessi. Di fronte a un partito guidato da un truffatore fiscale condannato, il PD di Letta dovrebbe agire con forza , ma è assediato da dispute sulla sua leadership.

I falchi e colombe intorno Berlusconi stanno discutendo se uscire fuori dalla coalizione, provocando incertezza su come l’Italia possa essere governata. Gli affari più urgenti rimangono irrisolto, in particolare il bilancio per il prossimo anno, attraverso il quale entrambi i lati della coalizione cercheranno di guadagnare punti con gli elettori. Letta ha detto che non è disposto ad essere logorato dal cecchinaggio dal Pdl e Fabrizio Saccomanni, il suo ministro del Tesoro, ha accennato a dimissioni se il suo bilancio venisse minato Il 23 settembre, Giorgio Napolitano, il Presidente della Repubblica, ha invitato i politici a evitare una rottura e di nutrire i deboli segnali di miglioramento dell’economia. Napolitano ha detto che lui non scioglierà il parlamento se ci sarà ancora la legge elettorale vigente.

La lentezza della giustizia italiana è in parte responsabile dell’incertezza. Nel confermare la condanna, la corte suprema ha rinviato in corte d’appello la questione di quanto tempo Berlusconi dovrà essere allontanato dai pubblici uffici. Il giudice d’appello dovrebbe decidere in ottobre. Ciò risolverà solo una parte delle domande sul futuro del leader Pdl.

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