SPECIALE CRISI POLITICA: L’Italia in ostaggio e Letta mostra i muscoli

[Traduzione da Le Monde]

L’Italia è in allerta. Trasformatasi in Fort Chabrol, tenuta in ostaggio da Silvio Berlusconi e i suoi. Bruxelles, il FMI, la Banca europea per gli investimenti, le agenzie di rating, Confindustria hanno moltiplicato gli avvertimenti contro una possibile crisi politica che minaccia la ripresa. Una tale situazione renderebbe inutili, ai loro occhi, gli sforzi degli ultimi tre anni da parte degli italiani in bilico tra recessione e austerità.

Dal momento che i parlamentari del Popolo della Libertà (PDL) hanno annunciato l’intenzione di dimettersi se il loro leader, Silvio Berlusconi, fosse escluso dal Senato dopo la sua condanna definitiva per evasione fiscale, le notizie vanno veloci a Roma. La sfida: mantenere il governo di Enrico Letta, installato nel dolore cinque mesi fa e proseguire con le riforme. Anche Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, artigiano – o apprendista stregone – della grande coalizione, perde la sua compostezza : “Sono ottimista , non ingenuo”.

Bleffatore? Bugiardo? Enrico Letta, tornato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, vuole essere a cuore leggero. Venerdì, 27 Settembre, dopo un consiglio dei ministri breve e burrascoso, ha chiesto un “chiarimento”. In altre parole: non è disposto ad andare avanti senza il sostegno di partiti della coalizione con un voto di fiducia. “Prima di allora, continua, è inevitabile che qualsiasi decisione del governo sulle questioni economiche e di bilancio debba essere sospesa.” La quiete prima della tempesta?

Questo voto di fiducia dovrebbe avvenire prima del 4 ottobre, quando la Commissione del Senato probabilmente deciderà la “decadenza ” del “Cavaliere” dal suo mandato di senatore (anche se è la camera che lo prenderà in considerazione nel mese corrente a scrutinio segreto) ciascuna dovrà dunque contare sulle sue truppe e armi. Lo stesso giorno ci sarà una manifestazione della destra, a Piazza Farnese a Roma dal nome “Siamo tutti caduti”.

Formalmente, le dimissioni di massa dei 188 deputati Pdl non pregiudicherebbe il governo (almeno non subito). Al contrario, se il Parlamento respingerà la fiducia richiesta dal presidente Letta , l’esecutivo cadrà automaticamente.

La manovra del Primo Ministro è chiara: egli sa che il Pdl è diviso sulla prospettiva di provocare una crisi di governo. “Basta giocare giochi a fare paura sparando a salve”, ha detto in sostanza ai sostenitori di Berlusconi pronti a sacrificarsi con lui.  “Io, ho caricato la mia pistola con quelli veri. Vedremo chi è il più coraggioso. Basta a tutti i tipi di pressioni. Il destino d’Italia è nelle vostre mani”. Nel frattempo, le misure economiche per consentire al paese di tornare nei margini del deficit a fine anno vengono sospese. Venerdì, il tasso di interesse sui prestiti a dieci anni hanno ritrovato il loro livello più alto dal mese di giugno, al 4,50 % .

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