Le origini di Titano

[Traduzione da Slon]

Titano , il principale satellite di Saturno, è nato dalla fusione di tre o quattro satelliti di dimensioni più piccole, e tutto questo spiegherebbe tutte le stranezze legate al satellite e alla sua orbita. Lo ha detto il pianetologo Douglas Hamilton dell’Università del Maryland alla annuale conferenza Division for Planetary Science della American Astronomical Society, conclusasi il 12 ottobre a Denver.


Titano è davvero qualcosa di più di un corpo celeste. Per non parlare del fatto che ci sono nuvole, fiumi e mari di metano; la sua stessa esistenza contraddice fortemente le teorie che descrivono le lune dei giganti gassosi. Esse dovrebbero formarsi lentamente, assorbendo tutta la polvere e i detriti volanti, crescere fino a una certa dimensione e girare da soli su un’orbita stabile nel cerchio interno di altri satelliti di massa simile.

Questa teoria è supportata dai satelliti di Giove ma del tutto confutata dal solitario e insolito grande Titano, che è due volte più leggero della luna. Inoltre, l’orbita ha qualcosa di strano: non è circolare ma leggermente ellittica , e anche un po’ inclinata in un angolo rispetto all’equatore.

Tutti queste misteriose discrepanze non hanno dato tregua agli astronomi, per questo hanno  accettato di buon grado l’ipotesi proposta da Hamilton. Lui ritiene che, in un primo momento, tutto è andato secondo la teoria – intorno a Saturno si sono formati satelliti secondo i parametri, tre o quattro di questi hanno cominciato a orbitare molto vicini tra loro. In seguito, sotto l’azione di forze di attrazione, queste orbite hanno iniziato a modificarsi e avvicinarsi le une alle altre, provocando uno scontro casuale tra i satelliti, trasformandosi così in uno molto grande: Titano. Qui però non stiamo parlando propriamente di collisioni, sarebbe più adatto usare il termine “fusione” , perché orbitavano nella stessa direzione e con velocità simili.

La reazione dei colleghi su questa ipotesi è stata, come già detto, positiva, ma cauta: “Siamo vicini alla verità,” – ha detto William McKinnon, pianetologo di St. Louis, ma è troppo presto per giudicare quanto sia corretta questa ipotesi per descrivere la realtà dei fatti. Di egual parere è lo stesso Hamilton, ma altre spiegazione sulle stranezze di Titano oggi non esistono.

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