SPECIALE DECADENZA BERLUSCONI: Vent’anni di berlusconismo

[Traduzione da El Pais]

«Mani pulite». Silvio Berlusconi fece irruzione nella politica italiana nel 1992 dopo il processo di Mani Pulite , che portò alla luce una rete di corruzione che riguardava tutti i partiti politici.

Ascesa al potere. Per raggiungere la vittoria nelle elezioni legislative del marzo 1994 Il Cavaliere dovette allearsi con due forze politicher. Il suo partito, Forza Italia, formò una coalizione a nord con la Lega Nord, il partito nazionalista guidato da Umberto Bossi che porta avanti la sua battiaglia per la secessione della Padania (le regioni industriali del nord, quali la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e Emilia Romagna). Nel sud si alleò con Alleanza Nazionale, una coalizione neo-fascista .

Prima rottura con Bossi. Nel dicembre 1994 , solo nove mesi dopo essere diventato primo ministro,  nuove indagini da parte della Procura di Milano su alcuni affari del Cavaliere causarono l’uscita dalla coalizione di governo della Lega Nord. Berlusconi rimase come primo ministro ad interim per un mese fino a quando non venne sostituito nel gennaio 1995 dal ministro Lamberto Dini.

Secondo mandato, stessa coalizione. Nel 2001 Berlusconi iniziò il suo lungo periodo a Palazzo Chigi. La coalizione della Casa delle Libertà includeva l’Unione dei Democratici Cristiani, le Lega Nord e Alleanza Nazionale.

Contratto con gli italiani. Durante la campagna del 2001 nel famosissimo programma di dibattito politico Porta a Porta, il Cavaliere prese l’iniziativa proponendo un “contratto con gli italiani”. I punti principali erano di semplificare il sistema fiscale, dimezzare la disoccupazione, sviluppare un programma di infrastrutture pubbliche e aumentare la pensione minima a 516 euro. Fu sconfitto da Prodi. Nell’aprile 2006 , il presidente della Commissione europea Romano Prodi è stato chiesto di guidare l’Unione , l’alleanza di centro-sinistra , che sconfisse la Casa delle Libertà.

2008, la terza vittoria. La dissoluzione dell’Unione portò alle elezioni anticipate nell’aprile 2008. Il Popolo della Libertà (Pdl) di Berlusconi sconfisse il nuovo Partito Democratico dell’ex sindaco di Roma Walter Veltroni.

Rottura con Fini. Nel luglio 2010 il consiglio esecutivo del PDL rilasciò una dichiarazione in cui si comunicava che Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale, era “incompatibile” con il partito e incapace di svolgere il suo lavoro in qualità di presidente della Camera con imparzialità.

La Merkel chiede le sue dimissioni. Il 12 novembre 2011, con lo spead italiano sopra i 500 punti base e la pressione della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Nicolas Sarkozy, riconoscendo la gravità della situazione economica del paese e la necessità di riforme urgenti, il Cavaliere presentò le dimissioni al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La chiave del potere. Le elezioni del febbraio 2013 non ha dato la maggioranza a nessuna coalizione. Enrico Letta, PD, nel mese di aprile ha preso in mano le redini di un governo che per sopravvivere aveva bisogno del sostegno di Silvio Berlusconi.

Forza Italia riparte. Angelino Alfano, delfino di Berlusconi, lascia il partito del suo mentore, che perde la forza politica necessaria per rovesciare il governo di Letta.

Cacciato dal Senato. Il Senato al completo approva l’espulsione dell’ex primo ministro italiano Silvio Berlusconi per la sua condanna a quattro anni di carcere per frode fiscale.

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