[SPECIALE OLIMPIADI SOCHI] Amicizia, gioco leale e omofobia I

[Traduzione da Snob]

Aleksej, volano, 28 anni, Mosca

Omofobia e sport

E’ da 6 anni che pratico il volano,
mi alleno 3-4 volte a settimana, vado alle gare. Probabilmente, il mio
allenatore avrà capito il mio orientamento sessuale e comunque non sono
mai sorti conflitti in questo ambito. Perché questo deve preoccupare
qualcuno? Nello sport ad alti livelli bisogno guardare ai risultato
dello sportivo, non alla sua vita personale.

Ho
un amico calciatore, gioca per il CSKA Mosca, è un giocatore
professionista di 32 anni e da poco ha terminato la sua carriera da
sportivo. Mi ha raccontato che in nessun altro sport ci sono così tanti
omosessuali quanti nel calcio. Ma nessuno dei giocatori lo rende
pubblico, così vivono serenamente.

Su di sé
Iniziai
a ragionare sul mio orientamento sessuale quando ancora andavo a
scuola: il mio interessamento verso il genere maschile prese piede
all’età di 15 anni. Anche all’università, durante le lezioni, <avevo
certe fantasie, che cercavo di fermare. Pensavo di poter aspettare, che
sarebbero passate. Fino a 24 anni provai ad uscire con delle ragazze…
Sono
stato fortunato perché non mi sono imbattuto in storie finite male,
forti sofferenze e delusioni. Durante l’infanzia, i miei genitori non mi
hanno seguito molto e morirono quando avevo 15 anni. Per questo la mia
esperienza di confidenze in famiglia è inesistente. I miei amici lo
sanno tutti e non hanno problemi a riguardo. Un amico molto stretto una
volta mi disse: «Scherzi in modo molto strano, sei gay per caso?» Io gli
risposi: «Beh, sì». E lui: «Ah, ecco…». E poi abbiamo continuato a
parlare come se niente fosse. Poi sono iniziate le più disparate domande
intime: «Come vi è successo?» e così via.
Nella
mia attività sportiva, solitamente, nessuno me lo chiede. Ma se me lo
chiedo, io rispondo subito: «Sì, sono gay». Nonostante sia Mosca, ci
sono molte persone aperte. Ad esempio, non potrei vivere in provincia.
Li succedo fatti gravi per i gay: accoltellamenti e uccisioni. Da non
molto, ho incontrato un amico di Syktyvkar e
mi ha raccontato di come si sia trovato nel mezzo di un’irruzione in un
gay club: è entrato un mucchio di gente che ha iniziato a picchiare
tutti. E’ successo un vero casino e nessun giornale il giorno dopo ne ha
dato la notizia. La bacheca della pagina del gruppo LGBT su Vkontakte è
stata riempita di messaggi «il ragazzo ha bisogno di aiuto» e via dicendo.
Sul divieto della propaganda omosessuale
Dopo
l’approvazione della legge, no è cambiato nulla nelle nostre vite. Tra
la gente gira la voce che tutto questo polverone sollevato è per far sì
che la’ttenzione si sposti sul più grave problema politico del nostro
paese. In parlamento, ad esempio, più del 50% ha qualche interesse verso
gli uomini. E molti di noi, conoscono queste persone.
Non
è la legge più terribile. Credo che tutto questo polverone presto si
attenuerà. Ci sono molte altre motivazioni che motivano la voglia di
andarsene via dal paese. Per me, la cosa più sconvolgente è che nel
nostro paese i gay non possano adottare i bambini. Io desidererei
davvero un figlio.
Il coming out
Personalmente,
non mi serve nessun tipo di coming out. Non ho particolari necessità di
rendere pubblica la mia vita privata. I famigliari e gli amici lo
sanno, a me sta bene così, è abbastanza. Facciamo allora che anche tutti
gli eterosessuali raccontino il loro coming out e con chi gli
piacerebbe andare a letto. Ognuno ha le proprie preferenze sessuali. Che
bisogno c’è?
Boicottaggio delle Olimpiadi
A
Soci sono stati investiti così tanti soldi che Putin non permetterà il
fallimento di queste Olimpiadi per colpa di una legge del genere. Questo
non mina l’immagine del paese. Probabilmente, durante il periodo delle
Olimpiade, questa legge verrà messa in stand-by. Così non ci sarà nessun
boicotaggio. Elena Isinbaeva qualche tempo fa ha dichiarato qualcosa in modo stupido che ha generato un vero e proprio scandalo. Secondo me, parlava solo male inglese.
La religione
Tra
i gay, ci sono persone molto religiose. Nella nostra ultima
manifestazione sportiva (organizzata dalla Federazione Sportiva LGBT) è
venuto anche un prete che ha criticato apertamente il rapporto tra la
Chiesta ortodossa, i gay e le lesbiche, affermando che non dovrebbe
rifiutarci.
Ma
il rapporto tra gay e Dio è un segreto gelosamente custodito anche per
me. Ho un amico gay che si dice credente. Ma quando gli chiedo: «Ma
dimmi una cosa, per Dio, non è come una sorta di peccato?», e lui mi
risponde: «Smettila di bestemmiare, stai zitto». Ma nessuno parla di
queste cose, anche con sé stesso.
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