[SPECIALE OLIMPIADI SOCHI] Amicizia, gioco leale e omofobia V

[Parte IIIIIIIV – Traduzione da Snob]

Kostantin Jablocnij, Presidente della Federazione sprotiva LGBT russa, pattinatore, 30 anni, Mosca

Lo sport LGBT

Nell’agosto del 2010 siamo stati i primi a partecipare ai Gay Games (che si tengono in Europa una volta ogni quattro anni) e siamo rimasti stupefatti, del fatto che una cosa del genere fosse possibile: una sfilata delle squadre all’apertura dei Giochi Olimpici, i partecipanti come rappresentanti di stato, i canali di trasmissione federali, e così alla sfilata della cerimonia di chiusura.
Tornando in Russia abbiamo deciso di creare una organizzazione simile anche da noi: un ambiento dove praticare lo sport senza limitazioni ne pregiudizi di genere (N.d.R.: La Federazione Sportiva LGBT è stata registrata agli atti nell’agosto del 2011 a San Pietroburgo).
Nei comuni sport di coppia, è assolutamente obbligatorio che la coppia sia formata da un uomo e una donna. Negli sport LGBT c’è la possibilità di esibirsi per una coppia dello stesso sesso. Anche noi abbiamo la squadra di hockey femminile e la squadra maschile di nuoto sincronizzato. Attualmente, tra i nostri scritti abbiamo 820 atleti e 47 regioni. 

Omofobia e sport
L’omofobia nello sport esiste, e non solo in Russia: in Russia non è ancora venuta fuori, dato che non ci sono atleti apertamente dichiarati. Nel mondo, ci sono stati casi di omofobia. Basta ricordare quanto rumore hanno suscitato le parole dell’allenatore della squadra di calcio croata che aveva affermato che nella sua squadra non c’era posto per gay. Sono intervenute molte associazioni europee per i diritti umani che lo avevano portato alle scuse pubbliche. 
Al momento, sappiamo che solo tre atleti olimpici russi sono dichiaratamente omosessuali. Una di questi ha anche scritto un appello sul nostro sito per incoraggiare a fare sport. Ma ha paura di ritorsioni omofobe. A lei non importa quello che pensa la federazione, ma quando la sua carriera finirà, ha paura che non la prenderanno come insegnante in una scuola sportiva. Abbiamo avuto già un caso simile nel 2011. Vlada Volnovskaja, lesbica, ha vinto la medaglia di bronzo agli europei di Rotterdam nella sua speciali: il volano. In seguito a questo, sul quotidiano MK è uscito molto materiale fotografico su di lei, e per questo è stata licenziata. Così, è stata lei stessa a scrivere un comunicato di sua spontanea volontà.
C’è una sciatrice della squadra russa che è la nostra punta di diamante, che tiene da noi allenamenti e competizioni. Lei non dice il suo nome. C’è anche un’atleta paralimpica, ma lei vive sotto un duplice incubo: oltre ad essere lesbica, ha le barriere fisiche dovute alla malattia. Per gli atleti paralimpici c’è una enorme concorrenza per poter entrare a far parte della squadra: se venissero a saperlo, non li prenderebbero. Gli atleti ne sono molto impauriti. 
La cosa interessante e che gli atleti che stanno per terminare la propria carriera sportiva, si rifiutano di sostenerci. Alla fine, dopo, non gli viene dato un posto in Russia Unita o come deputati alla Duma.
Su di sé
Hanno cominciato a prendermi in giro quando andavo alle elementari. I bambini sono molto crudeli. Alle medie i ragazzini mi dicevo: “Pfu! Froncio”. Naturalmente i miei genitori non sapevano niente di questi miei problemi. Ma sono una persona forte e non mi sono tirato indietro. 
Sono nato ad Archangelsk e ho vissuto 18 anni della mia vita là. Poi ho frequentato la facoltà di chimica all’MGU, terminai la specialistica e discussi la mia tesi di dottorato nel 2010; ad agosto partecipai ai Gay Game dove vinsi la medaglia d’oro, dopo che NTV ha trasmesso il mio coming out in diretta il 19.09.2010.
La mia vita è cambiata a 360°. Non sono diventato chimico e non sono andato all’estero. Sono diventato un attivista gay, dato che da noi ci sono molti scienziati e pochi attivisti. Ora insegno chimica la liceo. Non parlo di questi argomenti al lavoro, faccio il mio dovere e basta. Tutti sanno quanto sia specializzato e come lavoro. Non ho ricevuto né lettere, né minacce, nessuno ha portato via i bambini. Il nostro è un popolo che, in qualche modo, si adegua. Così al lavoro sanno tutti di me, così come nel pattinaggio, i miei lo sanno, i miei amici. Io vivo tranquillo, non mi serve più filtrare la mia vita. Cammino per strada con la bandiera arcobaleno su una maglietta e con il simbolo della nostra federazione sulla borsa. E nessuno mi minaccia, nessuno mi picchia, nessuno mi insegue. 
L’unico episodio è stato uno spiacevole incidente a pattinaggio. A 26 anni ero il più giovane giudice tecnico dell’elenco nazionale dei giudici russo. Ma dopo la storia delle Olimpiadi gay hanno cominciato a declassarmi, fino a quando, l’anno scorso, volevano escludermi dalle liste per motivi formali: sembra che la circoscrizione federale di Archangelsk non abbia consegnato la mia documentazione.

Sul divieto della propaganda omosessuale
Dopo l’entrata in vigore della legge abbiamo iniziato ad avere problemi con gli iscritti: la gente aveva paura a registrarsi e a partecipare ai nostri tornei. Se nel 2011 il nostro festival sportivo è andato alla grande, avendo persino una copertura televisiva; nel 2012, al momento della chiusura delle iscrizioni, avevamo solamente due partecipanti. E solo le nostre lunghe persuasione hanno attirato altre persone. 
Sì, la vita è cambiata. Questa legge fa cadere la gente in depressione: pensano di essere fuorilegge, indesiderati, come se il mondo intero provasse odio per loro. Così si chiudono ancora di più.
Sul boicottaggio delle Olimpiadi
La situazione ora è molto tesa. Insieme alle organizzazioni occidentali per i diritti umani, stiamo sviluppando una strategia di azione durante le Olimpiadi. Le azioni saranno, non solo a Sochi. La coalizione internazionale della Casa dell’Orgoglio, Bright house, ad esempio, prepara le azioni di protesta – same sex hand holding – e chiederanno agli atleti europei di camminare a coppie dello stesso sesso mano nella mano durante la cerimonia di apertura. In tal modo, dimostreranno la solidarietà alla comunità LGBT in Russia. Il Comitato olimpico ha risposto duramente a questa iniziativa: hanno detto che questi atleti saranno squalificati o addirittura arrestati. Ma io credo che non faranno nessuna mossa. Se ci fossero degli arresti di massa, la Russia perderebbe il diritto di ospitare non solo le Olimpiadi, ma anche i campionati del mondo.

Non credo che ci sarà un boicottaggio dei partecipanti stranieri. La gente si prepara una vita per partecipare almeno una volta alle Olimpiadi. Loro non sacrificano la loro carriera per il gusto di farlo.

Ho intenzione di andare a Sochi, ma non è detto che ci lascino passare. Le olimpiadi sono una grande prigione. L’intera area sarà ripulita. E per andare lì, serve il passaporto del tifoso la cui registrazione passa attraverso l’FSB . Forse abbiamo tutti i nostri numeri nella lista nera.

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