[SPECIALE CRISI UCRAINA] L’inizio della fine

[Traduzione da Ezhdevny Zhurnal]


Ricordate questo giorno. Il 1 marzo non è stato l’inizio della primavera. La guerra è iniziata. Che si concluderà (Dio non voglia! Non voglio che finisca così! Spero in un miracolo!) con la bancarotta e il completo collasso del mio paese.

Tutto questo è accaduto prima. Era gli anni ’80. L’Unione Sovietica, dove sono nato, allora decise di ospitare le Olimpiadi e, allo stesso tempo, iniziare una guerra. Le Olimpiadi sono state un grande successo e hanno proclamato il trionfo della nostra squadra. Miliardi di rubli, quelli vecchi, spesi per una vacanza di due settimane, nessuno ci credeva.

Poco prima l’Unione Sovietica iniziò la guerra in Afghanistan. Una guerra inutile, la guerra che nessuno di noi aveva chiesto, dove i nostri ragazzi hanno combattuto eroicamente – ma per cosa? Questa guerra, le sue migliaia di tombe, i suoi migliaia di storpi, che sono ancora a chiedere l’elemosina nelle stazioni ferroviarie e nella metropolitana di Mosca. Insieme alle Olimpiadi. Insieme alla corsa agli armamenti, in cui non abbiamo avuto alcuna possibilità di conquistare un paese, tre volte più sviluppato. Insieme con altri miliardi di quei vecchi rubli spesi per sostenere i paesi che non hanno mai e non ci daranno mai indietro i nostri prestiti e poi ci sputano addosso alle spalle. Tutto questo insieme sarà l’inizio della fine della storia del paese dove sono nato. In soli 11 anni il paese sarà cancellato dalla mappa.

Ora la situazione attuale è diversa da quella precedente solo per due cose. Nel 1980 le Olimpiadi sono iniziate prima della guerra. Una seconda differenza è che ora i ritmi della vita quotidiana vanno più veloci. Quel paese ormai andato era molto più grande e più potente. Aveva un grande potenziale umano, militare, economico puramente aritmetico. Ora la ricca Ucraina con le sue risorse non fa parte della mia vecchia nazione ma è il nemico della mia nazione odierna. Ma aspettare 11 anni non è più necessario.

E’ sorprendente capire che in questo momento si sta vivendo all’interno di un manuale di storia, che viene scritto nel corso degli anni e i bambini che lo leggeranno, scuoteranno la testa. Eppure, dicono di aver vissuto, allora, in maniera miserabile. Ma io non voglio vivere in queste pagine di storia. E sono terribilmente dispiaciuto che la maggior parte dei miei connazionali adesso non si renda nemmeno conto che siamo tutti nella stessa barca e che ancora una volta ci tocca sopravvivere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...