[SPECIALE CRISI UCRAINA] Putin decide, parlamento esegue

[Traduzione da Dozhd’]

Il Presidente russo Vladimir Putin si è rivolto al Consiglio di Federazione per la risoluzione armate in territorio ucraino. Ecco l’intervento del politologo Aleksey Malashenko.

D.: La risoluzione di Putin pone le basi di un’entrata della Russia in questa fase di crisi internazionale?
R.: Cercherò di essere il più obbiettivo possibile, senza muovere accuse. Penso che la Russia non abbia ottenuto nulla da tutto questo. La Russia come Stato influente otterrà solamente di essere vista con paura e ostilità. Il fatto è che Mosca si è impegnata in una guerra civile senza valutarne le conseguenze. Oggi, naturalmente, Putin potrà essere visto come un eroe per il suo sostegno a circa metà della popolazione. Ma dove porterà tutto questo? In realtà, la Russia, anche se non lo afferma apertamente, interviene anche per l’indipendenza della Crimea o per collegarla al territorio russo. Ci siamo già passati. In Georgia, in Cecenia, anche lì erano presenti movimenti separatisti.

D.: Se ricorda nel ’94, all’inizio ci fu un dispiegamento segreto di forze militari, dette cisterna, che si arresero e, l’allora presidente, Dudaev li ha mostrati in televisione come fossero prigionieri. Solo in quel momento la Russia ammise la sua presenza militare in Cecenia…
R.:Certo, ma noti l’espressione: “contingente limitato”. E’ una vera e propria presa in giro al buon senso e alla stessa Russia. Lo abbiamo già visto in Afghanistan.

 
D.: Il Consiglio di Federazione si è riunita in via straordinaria per la situazione venutasi a creare in Ucraina. Strano che di sabato, durante la Maslenica, tutti i membri del Consiglio siano al loro posto.
R.: E’ stato anche ordinato di raggiungere il quorum. Cos’è il nostro senato? E’ un’amministrazione presidenziale. Ecco cos’è il Senato. Non è assolutamente serio, tutte le decisioni le prende Putin. Io credo che prendendo questa decisione, si sia messo in trappola da solo.

D.: Con la Georgia non c’erano così tanti accordi vincolanti come con l’Ucraina. In Ucraina, il Presidente Kravchuk ha ottenuto una assicuraziona assoluta da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito con l’esportazione dei missili dal territorio ucraino. L’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina in 92-94 anni sono state garantite in tutti i modi possibili, inoltre, l’Ucraina è sempre stata un membro delle Nazioni Unite. Questo è stato garantito da tutti i trattati possibili, tra cui la Convenzione di Budapest, secondo cui ogni intervento deve essere concordato.
R.: Fa delle domande a cui è impossibile dare risposta. E’ chiaro che ciò che la Russia sta facendo non è niente di buono. Ma fino ad ora nessuna ha prestato attenzione che se tutto questo fosse successo prima delle Olimpiadi, sarebbero state boicottate. Calpestiamo lo stesso rastrello sovietico che abbiamo calpestato negli anni ’80. Temo che si possa andare verso in un isolamento tale, che sarà ancora più pesante nonostante tutti coloro che prendendo queste decisioni hanno depositi e beni immobiliari in Occidente. Ora, così la gente rischia, dipendendo sia da Putin che dall’Occidente. Sarà una collisione molto interessante, anche se molto triste.

D.: Ma può, l’intero interesse di questa campagna, essere non solo di dominazione ma anche di politica interna? Con una situazione così acuta entrerà in vigore quello che abbiamo visto in America nel 2001-2003, quando il presidente Bush entrò in guerra in Afghanistan e in Iraq, avendo anche una forte opposizione, quella dei Democratici che portavano avanti lo slogan “Noi non supportiamo la guerra, ma supportiamo i nostri ragazzi, il nostro esercito”. In questo modo il paese si concentra in un punto, e qualsiasi questione relativa alla crisi economica, alla svalutazione della moneta nazionale, tutto viene rimosso dall’ordine del giorno perché la Russia rispetta il suo sacro dovere internazionale?

R.: Credo che quello che avvenne in America fu una concentrazione temporanea, crollata abbastanza velocemente. Per quanto riguarda la Crimea e tutto ciò che stiamo osservando, penso che sia un’azione temporanea che si concluderà abbastanza rapidamente. Naturalmente, si batteranno per questo e ne trarranno un vantaggio. Ho paura anche di un’altra cosa: la Crimea è una zona difficile dal punto di vista etnico e religioso – un milione e mezzo di russi, tartari e ucraini. Non rischiamo di arrivare ad una versione ucraina del Caucaso del Nord? Quei tartari che l’altro ieri hanno gridato “Allah Akbar”, sono un segnale forte. Credo che nessuno riuscirà a reprime in poco tempo questa forza.

D.: Sì, è una forza che ancora oggi non si è pronunciata…
R.: Si è pronunciata e passeremo un sacco di guai per essere in un modo o nell’altro legati anche al mondo mussulmano. Stiamo calpestando il solito rastrello sovietico, post-sovietico e putiniano. Si immagini come vedranno tutto questo, ad esempio, in Kazakistan, uno dei principali partner della Russia nell’Unione Eurasiatica? Allora per quale motivo abbiamo bisogno di un’unione del genere?


D.: Dal punto di vista militare, ciò che fanno i soldati sottosta alle regole internazionali? Ossia, è giusto: all’inizio promuovere un’azione segreta, poi la presa silenziosa di punti strategici e solo in seguito annunciare l’invio di un contingente all’interno di un territorio?
R.: Qui posso rispondere in maniera paradossale. L’unica operazione bellica riuscita dell’esercito militare sovietico è stato nel ’68, con l’invasione della Cecoslovacchia. Credo che quest’operazione sarà più che un successo. Infatti possiamo osservare come i nostri corpi militari lavorano in queste situazione dove possono attaccare ma anche essere prudenti. Può suonare cinico, ma così si acquisisce esperienza. Vedremo cosa succederà a breve.

D.: C’è ancora un punto strategico: tutta l’acqua di Crimea proviene da nord dal canale Volga-Don, ed in risposta all’occupazione della Crimea, l’Ucraina può tranquillamente tagliare l’apporto di acqua nella zona, considerata oro.
R.: Sono cose di poco conto. C’è un famoso film in cui i tedeschi tentano di non fornire l’acqua, poi è arrivato un gruppo militare che ha fatto saltare in aria tutto e l’acqua scorse nuovamente.

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