Cosa succederà all’economia ucraina?

[Traduzione da Slon]

Quest’anno, per gli ucraini, sarà uno dei più duri secondo previsioni recenti: l’inflazione ha fatto un brusco salto in avanti passando dallo 0.8% del 2013 all’8.2% del 2014; i disoccupati sono in aumento (da 7.1% all’8.1% della popolazione economicamente attiva); mentre gli stipendi e le pensioni verranno congelati. Ma questo è il necessario prezzo da pagare per le riforme che serviranno a salvare il paese dalla catastrofe. Gli esperti del Centro Sviluppo della Alta Scuola d’Economia di Mosca (HSE), Sergey Pukhov e Nikolai Kondrashov, sono giunti a queste conclusioni presentando oggi, in dettaglio, la previsione del futuro sviluppo dell’Ucraina fino al 2017.
Sempre oggi, il Ministro delle Finanze ucraino ha affermato che per il 2014 ci si aspetta un caduta del PIL del 3%. Secondo gli esperti internazionali la situazione sarebbe peggiore: la Raiffeisenbank ha stimato un -5% del PIL. Gli esperti del centro Sviluppo invece insistono su una previsione più ottimistica: il calo dell’1.1% di quest’anno vedrà una ripresa nel periodo 2015-2017 del 1.4%-2.3%.

Secondo le loro stime, il peggioramento dei rapporti con la Russia ha danneggiato l’economia ucraina, ma il suo avvicinamento all’Europa compensarà molto questa perdita. La perdita della Crimea per l’economia del paese è un evento che passerà inosservato: il paese non riceverà più $1 miliardo di profitti dal settore del turismo, ma risparmierà sui sussidi di bilancio.

Per questi esperti, esistono sei motivi per essere ottimisti:
  1. Ciò che all’Ucraina rende di più è la vendita di metalli, di prodotti agricoli e di prodotti chimici. I proventi di queste vendite dipendono direttamente dal tasso di crescita dell’economia europea. Anno dopo anno, recuperando, l’Europa avrà sempre più bisogno delle materie prime ucraine.
  2. L’Ucraina non è il primo anno che riduce le esportazioni di metalli e tubi verso la Russia; qualche tempo fa sarebbe stato davvero un evento importante, ora invece diminuisce per maggiori condizioni vantaggiose di esportazioni verso l’Europa (si prevede che i paesi dell’UE eliminino o abbassino i dazi per le merci importate). In generale, le esportazioni diminuiranno per tutto il 2014, ma non porterà al collasso dell’economia perché le importazioni verranno ridotte ancora di più.
  3. L’Ucraina può ridurre le importazioni di gas dalla Russia. Il paese sta sviluppando, con successo, tecnologie per sostituire il gas con altre forme di energia: il settore metallurgico ha ridotto di oltre il 40% i propri consumi nel periodo 2012-2013.
  4. All’inizio del 2014, l’Ucraina ha permesso la fluttuazione libera della moneta, così alla fine di marzo la grivna ha perso un quarto del suo valore rispetto al dollaro. Il risultato è stato un aumento dei prezzi delle merci importate e il conseguente abbassamento della domanda rispetto agli stessi beni.
  5. I prestiti del FMI e di altre organizzazioni internazionali insieme ad un brusco taglio di bilancio permetteranno al paese di andare avanti senza aumentare le tasse; il deficit diminuirà, mentre la produzione avrà un recupero. Le imprese saranno in grado di investire le proprie risorse nell’acquisto di attrezzature altamente teconologiche in Europa.
  6. La migrazione della forza lavoro ucraina verso gli altri paesi continuerà: nel 2013 il loro reddito è aumento fino al 4.7% del PIL, e la tendenza non cenna ad abbassarsi. Quando la Russia applicherà forti restrizioni sull’immigrazione, i redditi bassi incoraggeranno gli ucraini ad emigrare per lavoro in altri paesi.

Il primo segno positivo di ripresa economica sarà il ripristino delle scorte di materie prime e merci nei negozi. Nel 2012-2013, le aziende e i commercianti se ne sono sbarazzati, sapendo che la domanda sarebbe caduta. Nel 2014, la riduzione delle scorte subirà un freno, e nel 2015 si inizierà a crescere in previsione di un miglioramento delle condizioni commerciali: questo farà sì che la crescita del PIL sarà di circa il 1,4%. Nel frattempo, la domanda europea aumenterà, le barriere commerciali cadranno e la grivna svalutata darà ai produttori ucraini un vantaggio sui prezzo. Contemporaneamente riprenderà la crescita dei redditi, della domanda interna e della fiducia degli investitori internazionali privati ​​rispetto ai beni ucraini.

È vero, in tutto questo benessere c’è un rovescio della medaglia: il debito estero dell’Ucraina nel 2017 aumenterà notevolmente, da 150 a 200 miliardi di dollari. In poco tempo bisognerà pagare i prestiti e breve termine, per questo le nuove autorità ucraine non hanno scelta: o dare una svolta nel 2015 o cadere nello stesso collasso economico che si stava cercando di evitare.

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