Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta – Robert M. Pirsing

Alcune amiche mi regalarono questo libro un natale di  due anni fa. Me lo regalarono perché in quel periodo avevo iniziato a praticare dello Yoga. In realtà, questo libro, non ha niente a che vedere con la scienza orientale. O, per lo meno, la prende come riderimento per stravolgerla nell’arte della manutenzione della motocicletta. Insomma, chi ama una moto, deve essere anche paziente nel curarla, nell’ascoltarla, nel cercare ogni possibile contatto umano, tra te, lei e la natura circostante.
Credo che se vogliamo cambiare il mondo per viverci meglio non ci
convenga discutere di rapporti di natura politica, inevitabilmente
dualistici e pieni di soggetti e oggetti, né dei loro rapporti
reciproci; e nemmeno adottare programmi pieni di cose che gli altri
devono fare. Questo tipo di approccio, secondo me, parte dalla fine
scambiandola per l’inizio. I programmi di natura politica sono
importanti prodotti finali della Qualità sociale, ma sono efficaci solo
se è valida la struttura soggiacente dei valori sociali. I valori
sociali sono giusti soltanto se sono giusti quelli individuali. Il posto
per migliorare il mondo è innanzitutto nel proprio cuore, nella propria
testa e nelle proprie mani; è da qui che si può partire verso
l’esterno. Altri possono parlare di come ampliare il destino
dell’umanità. Io voglio soltanto parlare di come si aggiusta una
motocicletta. Credo che quel che ho da dire io abbia un valore più
duraturo. (p. 287)

E’ quello che cerca di spiegarci il protagonista del libro, che in prima persone ci descrive il suo viaggio intrapreso con amici e il figlio, lungo una parte di America: da Minneapolis al Pacifico. Un’America percorsa in strade secondarie, scenari mozzafiato, cittadine sperdute e dimenticate dall’umanità. A parte chi ci vive naturalmente. Tutto condito con i ragionamenti filosofici e non sul rapporto motocicletta uomo, il rapporto uomo-uomo e il rapporto natura-uomo. E’ un libro che non si ama subito. E’ abbastanza lento inizialmente. L’autore riesce a far entrare all’interno del meccanismo il lettore solo dopo un po’. Bisogna fare l’abitudine al personaggio. Cercare di immergersi completamente in questi ragionamenti senza perdere una virgola. Alla fine si finisce per amarlo e per prenderne spunto. S e volete sapere qualcosa di approfondito, questo è un post davvero interessante.
La qualità… sappiamo cos’è eppure non lo sappiamo. Questo è contraddittorio.
Alcune cose sono meglio di altre cioè hanno più qualità. Ma quando provi
a dire in che cosa consiste la qualità astraendo dalle cose che la
posseggono, paff, le parole ti sfuggono di mano.
Ma se nessuno sa cos’è, ai fini pratici non esiste per niente. Invece esiste eccome.
Su cos’altro sono basati i voti, se no? Perché mai la gente pagherebbe
una fortuna per certe cose, e ne getterebbe altre nella spazzatura?
Ovviamente alcune sono meglio di altre… ma in cosa consiste il «meglio»?…

 

Lo zen e l’arte della manutenzione della motocilcetta (1974) è annoverato nelle classiffiche dei libri da leggere assolutamente in una vita. Non lo consiglierei agli adolescenti, forse ad un pubblico più adulto, che ha già un certa dimestichezza con la vita. Magari che abbiano superato i 40 anni. Sì, me li immagino così i lettori di questo libro. Se vi va, accompagnate la lettura con la musica di Bob Dylan bevendo un bel Mongomery.
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