Eurovision Song Contest: Una vittoria annunciata

Conchita Wurst vince la 59a edizione dell’Eurovision Song Contest (ESC). Non è stata certo una sorpresa, per quanto, durante la prima serata di Semifinale, è stata annunciata per ultima, proprio per creare quella suspense che ti fa sentire che qualcosa non vada come deve andare. Ingenui. La sua Rise Like a Phoenix sembra aver colpito nel cuore degli europei. Un bello schiaffo morale all’ondata di intolleranza che la Russia sta cercando di portare avanti come missione etica, nascondendo un’arretratezza purtroppo condivisa dalla maggior parte della popolazione. Una semplice demagogia, che lascia le persone nell’ignoranza delle tematiche, rimanendo così legata a stereotipi ormai antiquati. Proprio dalla Russia, nel periodo in cui la partecipazione di Conchita era diventata ufficiale, erano partire le minacce di boicottare il Festival e di non trasmettere in tv la manifestazione canora.
Adesso, che la vittoria della drag queen è realtà, i politici russi parlano di “Fine dell’Europa“, prigioniera di un moderno etnofascismo, incarnato proprio da Conchita.

La Russia non è nuova a queste forti petizioni. L’anno in cui Mosca ha ospitato la manifestazione canora (2009), la stessa organizzazione dell’eurofestival, sotto le pressioni russe aveva intercesso la partecipazione alla Georgia con la canzone “We don’t wanna put in“. Lo stesso regolamento della manifestazione vieta la partecipazione di canzoni che abbiano carattere politico. In questo caso, la canzone, manifestava la protesta contro Putin e la sua politica “invadente” della Georgia, dopo l’annessione dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Ad ogni modo, a parte questa somiglianza, il testo non aveva nulla di politico. Obbligati a cambiare il testo per partecipare alla manifestazione, la Georgia non partecipò all’ESC.
Davvero ingiusto, questo passo dell’ESC, dopo che nel 2005, proprio l’Ucraina, con un testo prettamente politico di gioia per la vittoria della Rivoluzione Arancione di Yanukovich, aveva partecipato all’ESC di Kiev. Giocavano in casa e a nessuno era venuto in mente di protestare a riguardo.
Ma a parte questa vittoria, l’Eurofestival, quest’anno ha presentato una qualità superiore delle canzoni rispetto agli anni precedenti. C’erano diverse canzoni che avrebbero potuto meritare la vittoria, e qui di seguito, così come nella nostra playlist di Spotify, potrete ascoltarle. E’ una selezione delle canzoni che ci sono piaciute di più:

Conchita Wurst – Rise like a phoenix

The Common Linnets – Calm after the storm

Carl Espen – Silent Storm

Softengine – Something better

SebAlter – Hunter of stars

Pöllaponk – No prejudice

 

Firelight – Coming home

 

Aazermnieki – Cake to Bake

The Shin and Mariko – Three minutes to Earth

 

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