“Je suis Charlie. Je suis Yoav. Je suis Yassine”, e voi?

[Fonte: Libération]

Io sono Yassine. Sono francese, Ho 30 anni.

Sono cresciuto a Nantes. Sono andata all’elementari, alle medie e al liceo. Ho avuto un’istruzione senza intoppi, ho passato il mio esame di maturità scientifica con Bien. Dopo la maturità mi sono iscritto a degli studi scientifici e sono diventato ingegnere. Attualmente lavoro in una grande azienda francese nel campo delle telecomunicazioni.

Questa è la mia storia e la voglio raccontare anche a tutti coloro che mi chiedono quello che faccio nella vita. Quando gliela racconto, mi guardano con una po’ di perplessità. Dicono tra sé che sono pazzo. Hanno ragione.
Non dico loro che dopo essere stato a scuola, qualcuno mi ricorda di essere arabo. Che al momento di fare la scelta del mio orientamento d’istruzione, malgrado i miei buoni risultati, mi hanno incitato a seguire la filiera tecnologica. “È la cosa che conviene di più a gente come voi”, mi dissero all’epoca. A loro non dico più che ho passato due mesi a cercare un appartamento. Il mio curriculum non è mai stato buono, mai preso in considerazione. Non dico loro che spesso, a lavoro, ci sono muri insormontabili davanti a me. Non dico loro che mi fanno i complimenti se bevo qualcosa di alcolico per un brindisi tra colleghi. Non dico più che si complimentano regolarmente per i mio “francese impeccabile”.


Diversamente, oggi, mi intimano di dire loro che non sono solidale con gli attacchi terroristici avvenuti in Francia. Sono francese, ma glielo devo dire lo stesso. Anche se la penso già così. E quando rispondo loro “Je suis Charlie” , ritrovo in loro uno sguardo sospettoso che dice: “No, tu sei prima di tutto Yassine”.
Prima di tutto Yassine. E voi chi siete prima di essere Charlie? Dite “Je suis Charlie” ma sareste pronti a dire “Je suis Yassine”?

In questi anni non l’ho mai capito, da quando diversi gravi avvenimenti mi hanno permesso di dirlo. Allo stesso modo, non vi ho mai sentito dire, davanti all’antisemitismo quotidiano, “je suis juif”, sono ebreo.

Oggi, siamo tutti uniti in difesa della libertà di espressione. Ma per la nostra società democratica, difendere la legalità e lottare contro la discriminazione sono ugualmente importanti. La liberà, l’uguaglianza, la fratellanza non possono che esistere insieme. È ciò che dice il nostro motto nazionale.

“Je suis Charlie. Je suis Yoav. Je suis Yassine”. E voi?

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