Ucraina: i bambini e la guerra

[Traduzione e foto da Snob]

La scuola di Perevalsk, nella oblast’ di Lugansk, inizia ad essere innevata. Qui studiano bambini con disabilità mentali e fisiche. Qualche anno fa, la direttrice Tatyana Semenova ha ideato un metodo ideale che permettesse ai bambini autistici di apprendere. Allora, Semenova riuscì a “tirare fuori” una classe unica in tutta l’Ucraina per studenti autistici. Il 14 luglio,  i funzionari ucraini hanno chiuso la scuola. I fininziamenti sono cessati. Il direttore del dipartimento dell’istruzione e delle scienze dell’amministrazione dell’oblast di Lugansk, Irina Tsymbal, ha riferito alla direttrice che “i finanziamenti non ci saranno perché essendo zona di operazione antiterroristiche, le istituzioni educative non possono lavorare.” Semenova ha chiesto: “Allora dove posso mettere 147 bambini dai 3 ai 17 con disabilità psichiche e fisiche?” La risposta è stata un lungo silenzio.

A suo rischio e pericolo, Semenova ha continuato a lavorare. Gli insegnatni e il personale tecnico l’hanno supportata nel prendere le decisioni nelle assemblee. A settembre mi ha dichiarato: “Così cado nel penale”.

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Un ricco uomo d’affari locale li ha aiutati con il carbone per l’inverno. Una volta finì la farina e la direttrice andò al checkpoint più vicino per chiedere aiuto ai soldati della brigata “Prizrak”. La stessa sera, le portarono una scorta delle loro provviste. Il fronte era solo a quaranta chilometri. Oltre alla Prizrak, sotto l’autorità del comandante di campo Aleksey Mozgovoy, nelle vicinanze sono stazionati i reggimenti cosacchi dei capi Kozitsin e Demov. Tutti loro hanno dato qualcosa agli studenti. Aiutano i bambini e il personale scolastico a sopravvivere.

Ma la scuola non ha contanti. Né una grivna, né un rublo. La cuoca se n’è andata, l’infermiera e la governante si sono licenziate, alcuni insegnanti sono stati costretti a prende una vacanza “non retribuita”: non ci sono soldi per l’autobus cittadino che porti i bambini da casa a scuola. In questi giorni Tolya Mamatchenko, sei anni, della classe preparatoria, si è ammalato. Ha cominciato a non respirare come se avesse l’asma. Ora le infermieri non ci sono. La direttrice voleva chiamare il dottore ma non poteva. I medici della città stavano scioperando. Solo lo psiachiatra della scuola potè prendersi cura di Tolya.

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Da ottobre il collegio si trova sotto la giurisdizione della Repubblica popolare di Lugansk. Lo hanno annunciato nella scorsa riunione generale dei dirigenti scolastici della regione. Il Ministro dell’istruzione e delle scienze della repubblica popolare Lesya Laptev ha promesso che negli ultimi giorni di Ottobre tutti gli insegnanti avrebbero ricevuto lo stipendio. A novembre e dicembre, alcuni docenti hanno chiamato il ministro, lei ha risposto che i soldi sarebbero arrivati sicuramente entro la fine dell’anno.  Alla fine di novembre, la direttrice Semenova ha ricevuto l’ordine dal Ministero dell’Istruzione ucraino secondo cui tutte le scuole sarebbero dovute uscire dalla zona ATO (organizzazione antiterrorismo). Nel fax non veniva speigato dove concretamente e in che modo.

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Durante le vacanze di Natale ho scritto alla signora Semenova per farle gli auguri e, in generale, per sapere come andavano le cose, essendo fiducioso che la situazione si fosse un po’ stabilizzata. Ci sono voluti più di sei mesi per chiudere l’erario pubblico della città di Perevalsk.

“Buongiorno Vadim. La ringrazio per il suo interessamento. Non posso dirle nulla di positivo, da allora tutti i dipendenti della scuola lavorano gratuitamente, senza stipendio, senza neanche più una promessa. Abbiamo smesso di chiederlo. Ce ne saremmo andati già da tempo ma non possiamo abbandonare i bambini. Lavoriamo come volontari. A capodanno, a casa mia non c’era luce. La davano di notte, ma grazie a dio a scuola non mancava. Viviamo così. A presto. Tatyana.”

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Le ho chiesto come stesse il bambino di sei anni, Tolya. ” In settimana, lo porterò a Lugansk a fare degli esami, spesso soffoca quando è agitato. Durante gli attacchi non respira. Anche i medici capiscono che soldi non ce n’è e per strada oggi ci sono meno 28°C”.

Come immaginiamo i bambini orfani in situazioni di guerra, con la linea del fronte vicina e i loro insegnanti per metà anno senza neanche un soldo in tasca? Ho chiesto a Tatyana Semenova di mandarmi una foto di natale degli studenti della scuola.

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