Donbass, territorio ribelle

[Traduzione da ABC]

Una piccola stanza arredata con un vecchio tavolo da riunioni e una scrivania è il centro delle operazioni del maggiore Alexis a Shakhtars’k. Sacchi di sabbia che contornano le finestre della camestanza ra ci ricordano dove ci troviamo. La stampa internazionale parla di uncessate il fuoco , ma qui, vedete, la guerra non accenna a diminuire“, dice il comandante, mentre finisce di prepararsi una tazza di caffè caldo. Alexis è il suo pseudonimo da combattimento. Come il resto dei combattenti e alti ufficiali del braccio armato della Repubblica popolare di Donetsk tutti hanno cambiato i loro veri nomi con soprannomi di guerra. Alexis è un eroe di guerra, con alle spalle circa cinquecento uomini che hanno combattuto le forze ucraine durante la Battaglia di Slavyansk.

Slavyank ha segnato un prima e dopo nella guerra. Fino ad allora la stampa internazionale ci ha sempre catalogati come terroristi. Dopo il massacro e, dopo aver visto le atrocità che le truppe ucraine hanno condotto in città contro i civili, hanno cominciato a chiamarci ribelli e oggi ci guardano con occhi diversi “, afferma.

Alexis è un minatore e ha lavorato prima della guerra in una mina oggi difende. Dopo aver lasciato Slavyansk, io e il mio battaglione siamo venuti qui per difendere la nostra città natale, dove siamo cresciuti e dove vivono le nostre famiglie. Nessuno può descrivere cosa significhi e cosa si provi in queste circostanze. È molto diverso lottare per l’idea che combattere per la tua casa. Sicuramente è stato questo a farci vincere e difendere questa città “, dice.

Shakhtars’k è un enclave strategico nella catena di fornitura dei ribelli. Nel mese di luglio le truppe ucraine avevano come obbiettivo quello di prendere questo posto per riuscire così ad assediare la capitale, Donetsk, e soffocare le linee di battaglia dei ribelli filo-russi. La forte resistenza che hanno imposto le truppe di Alexis hanno costretto l’esercito ucraino a ritirarsi dalla zona. Tuttavia, oggi continuano i combattimenti nella regione. “Oggi la linea del fronte non è più Shakhtars’k è nel villaggio di Kirovske, una decina di chilometri da qui. Kirovske è oggi la nuova Stalingrado.

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L’artiglieria ucraina continua ad attaccare le postazioni dei ribelli in luoghi come Torez, Pelahiivka, Kirovske o Debaltesve. Tuttavia, i ribelli hanno mantenuto le loro posizioni e nelle ultime settimane sono riusciti a guadagnare terreno rispetto all’esercito ucraino “Kiev non vuole la pace; Kiev vuole cacciarci dalla nostra terra, e questo non accadrà. Credo nella pace, credo che sia necessario porre fine a questa situazione, ma è anche vero che dopo tutto quello che è accaduto e le atrocità che hanno commesso contro il nostro popolo, sarà difficile fidarsi delle loro parole “, segnala Alexis.

La strada tra Donetsk e il confine con la Russia è controllata al millimetro dai ribelli. Ogni pochi chilometri un checkpoint controlla chi circola questa via strategica. Victor ha una quarantina d’anni. Al riparo sotto la sua tuta mimetica e armato di un fucile d’assalto AK 47, questa mattina controlla che tutto vada bene in uno dei numerosi posti di blocco che si incrociano durante il viaggio. L’inverno sta arrivando e qui le cose peggiorano quando fa freddo” dice. I fascisti ucraini non smettono di attaccarci, ma noi resisteremo e saremo noi a vincere questa guerra. Loro sono terroristi, non noi. Noi difendiamo solo la nostra terra. Non lo abbiamo certo voluto noi”, sentenzia. Questa strada è diventato un simbolo di resistenza, come la capitale per i combattenti dela Repubblica Popolare di Donetsk.
Il rombo dell’artiglierie ucraina ha nuovamente segnato la giornata nella capitale di Dombass. La città, fortemente difesa da numerose truppe ribelli, continua a lottare per mantenerla sotto il loro controllo. L’aeroporto è una delle retrovie più grandi e più attive. Il battaglione Motorola nelle mani del comandante Givi, è responsabile dell’offensiva dei ribelli per controllare enclavi strategiche. Ciò che una volta era uno dei più grandi simboli del progresso della nuova Ucraina durante l’Euro 2012, è ormai diventato un cumulo di macerie, dove si disputa una delle più sanguinose battaglie che questa guerra ha fatto vivere dal suo inizio.Noi controlliamo l’aeroporto. L’esercito ucraino controlla solo i tunnel sotterranei della struttura, ma niente di più. I miei uomini controllano il perimetro e abbiamo fatto in modo che non potessero attacarci nuovamente. Grazie al battaglione Motorola, la popolazione di Donetsk dormire più tranquilla , ha detto Givi mentre dava un’ultima boccata alla sua sigaretta.

Il futuro, tuttavia, sembra essere sfocato in tutta la regione della repubblica indipendente. Il crocevia politico dove la guerra è in atto; la partita a scacchi tra le potenze occidentali e la Russia; e i nuovi settori radicali ucraini, fanno sì che il futuro dell’Ucraina orientale diventi sempre più incerto. Le elezioni tenute lo scorso fine settimana, fanno ulteriormente aumentare i dubbi, dopo il picco delle tensioni interne nelle fazioni ribelli. Il desiderio di pace è sempre più remota per gli abitanti di Dombass.

 

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2 pensieri su “Donbass, territorio ribelle

  1. L’unica cosa che può far finire davvero la guerra è una rivolta aperta contro di essa. Che in effetti si sta sviluppando, in forma di massive resistenze all’arruolamento. O si esaurisce la carne da cannone oppure si va avanti come prima; questa è una cosa sulla quale i ribelli di lingua russa non possono intervenire.

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    1. Purtroppo ci sono interessi territoriali nella crisi ucraina. I ribelli stanno seguendo le linee guida di Mosca infischiandosene di ciò che lentamente l’Ucraina si stava costruendo. Questa situazione è soltanto una conseguenza del disfacimento dell’URSS: violento e abbandonato. La carne da cannone è sempre chi sta al di fuori dei giochi politici!

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