Cosa saper sul caso Nemtsov

[Traduzione da Meduza]

Boris Nemtsov è stato ucciso sul ponte Bolshoi Moskvoretski a Mosca nella tarda notte del 27 febbraio. Nonostante il fatto che l’omicidio sia avvenuto nel centro della città, il tentativo di trovare rapidamente gli assassini è fallito. Il comitato investigativo ha sostenuto che sull’inchiesta si sono concentrate tutte le forze, ma nessun dettaglio è stato fornito; l’ultima volta che Comitato investigativo ha ufficialmente commentato lo stato di avanzamento del caso, risale al 3 marzo. “Meduza” ha analizzato tutte le fonti disponibili e spiega ciò che è noto circa l’indagine sul caso Nemtsov.

Registrazioni video

Il comitato investigativo ha dichiarato di aver ispezionato le telecamere presenti sulla scena dell’omicidio di Boris Nemtsov. Secondo il Kommersant, la telecamera sulla scena del crimine o ha registrato delle immagini sfocate, o non funzionava. Dall’ufficio del sindaco di Mosca è stato dichiarato che ogni telecamera funzionava correttamente.

Ai media sono stati dati solo due video. Il primo – trasmesso da TVC –  che si trova lontano dalla scena del delitto. Non si può affermare se sia stata effettuata la ripresa proprio il 27 febbraio. Sulla registrazione si possono vedere due persone camminare sul ponte, un mezzo della nettezza urbana li copre dalla vista della telecamenra, e poi da dietro spunta un uomo che, correndo, sale su un’altra macchina che in quel momento si sta avvicinando. Una voce fuori campo spiega che le due persone sono Nemtsov con la compagna, mentre in macchina è seduto l’assassino.

La seconda registrazione è stata fatta da un auto, (ancora una volta, se si crede nell’autenticità del primo video) che stava attraversando il ponte tre minuti dopo l’omicidio. Nel video si può vedere il mezzo della nettezza urbana, un paio di passanti e alcune macchine che vanno oltre il ponte.

Inoltre, nel web si possono trovare molte foto del corpo di Nemtsov, che è rimasto circa un’ora morto sul ponte. Sulla schiena sono visibili ferite da arma da fuoco. Sulla base di questi video e foto gli utenti hanno avanzato diverse conclusioni: che Boris Nemtsov non è stato ucciso sul ponte (perché non è visibile la pozza di sangue); che il conducente del mezzo della nettezza urbana è complice e ha coperto di proposito la visuale il momento in cui Nemtsov veniva ucciso; e molti altri.
Una versione chiara di quanto accaduto sul ponte non c’è. Non si capisce se l’assassino camminava dietro Nemtsov e la sua compagna dal GUM, dove hanno cenato; se si sia nascosto su per le scale; se sia arrivato con il mezzo della nettezza urbana. La versione ufficiale del Comitato di investigazione della Federazione Russa ancora non c’è. La più importante testimone dell’assassinio è Anna Duritskaya (che camminava con Nemtsov sul ponte), sostiene di non ricordare le circostanze di ciò che avvenne.

La pistola

Come affermato dal Comitato di investigazione (CI), a Boris Nemtsov hanno sparato presumibilmente con una pistola Makarov. Sulla scena del crimini sono stati trovato sei bossoli 9mm (anche se la prima volta il CI, sostenne che il colpo sparati erano almeno 7-8). Le cartucce sono state fatte da produttori diversi. Questo è tutto ciò che è noto dalle fonti ufficiali.

Secondo il Kommersant,  potrebbero aver sparato a Nemtsov come una pistola Makarov e una pistola a gas “Izh”, prodotta per poter essere usata anche con le munizioni (nel 2006 è stata assassinata la giornalista Anna Politkovskaya, proprio con una pistola simile). Quattro cartucce, come scrive il giornale, sono state prodotte in Yuryuzansky mekhanichesky zavod  nel 1986, le altre due alla Tulsky patronny zavod nel 1992. Per ipotesi, seocondo il giornale Moskovsky Komsomolets, potrebbero avergli sparato da due pistole differenti.

Come riportato dai media, il 3 marzo, i subacquei del Ministero delle Situazioni di Emergenza hanno esaminato il fondo del fiume Moskva sotto il ponte Bolshoi Moskvoretski in cerca della pistola da cui sono partiti i colpi che hanno ucciso Nemtsov. RIA Novosti ha riferito che dopo tre tentativi di ispezione subacquea, hanno riconosciuto l’inutilità degli sforzi: tutto il fondo del fiume è disseminato di detriti.

L’auto degli assassini

Su questo punto non ci sono informazioni ufficiali. In primo luogo, i media hanno riferito che gli investigatori si erano concentrati su diverse vetture bianche, poi che la polizia stava controllando alcune macchine rosse, infine che era stata rinvenuta una Ford nera. L’ultima versione dice che l’assassino ha sparato da una  ZAZ Chance grigia (modello clone della Chevrolet Lanos). Secondo alcuni rapporti, si è anche trovato un capello al suo interno. Una donna, registrata come proprietaria della vettura, ha dichiarato di averla venduta molto tempo fa.

Chi sta indagando

Nella squadra investigativa si contano più di 100 persone, tra cui membri del comitato investigativo, l’FSB e il Ministero dell’Interno. RBK in merito alla questione di chi sia coinvolto nelle indagini, ha detto: “Tutti”. La squadra investigativa è guidata dal generale Igor Krasnov. Ha seguito le indagini per l’omicidio dell’avvocato Stanislav Markelov e della giornalista Anastasia Baburova, che nel 2009 sono stati uccisi dai nazionalisti. Krasnov portò, per il caso in tribunale nel 2011, gli imputati Nikita Tikhonov e Yevgenia Khasis, condannati in seguito a lunghe pene detentive (Tikhonov – al vita, Khasis – a 18 anni di carcere).

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