Tipi da Grindr #3

I buoni e vecchi omosessuali di periferia, quelli della provincia italica, si ritrovano spesso a fare i conti con i chilometri. Avendo viaggiato abbastanza nella mia vita, posso capire se 100 Km rappresentano una lontananza insormontabile o no. Per molti di noi le distanze sono un problema. Ci sono diversi fattori che la rendono difficoltosa: il proprio stile di vita, la propria mobilità (extra)urbana, l’economia, se si è dichiarati o meno, cosa si sta cercando, ecc…

Ma c’è un parametro fondamentale che molti si dimenticano: se si riesce a trovare la persona della nostra vita nel nostro circondario, entro i 100 km di raggio dal punto in cui si vive, allora si è davvero bravi. Mi spiego meglio: statisticamente è impossibile. Essendo miliardi al mondo (magari uomini gay un po’ meno), quanto sarà probabile che l’uomo della propria vita si trova in quella zona confort? Non lo so, odio la matematica, ma è davvero dura. Roba da botte di culo. Poi se ci togli quelli che non ti piacciono, quelli che ti vogliono solo fare, quelli che ti dicono sì e poi è no, quelli che hai conosciuto e non ti sono piaciuti; non ti rimane che la Sagra della Zucchina. Sarà il mio spirito poliglotta, la mia concezione delle distanze, delle lontananze, ma 100 km (un’ora di macchina o di treno) non sin possono definire lontani. Ma è la mia visione del mondo, lo capisco.

Quelli di città, ‘un te se cagano de pezza. Figurati se dall’agglomerato urbano ci esce qualcosa? Qualcosa di veloce, sicuramente. Ma per quelli come me, che si sono un po’ rotti di robe veloci, i cancelli del paradiso si chiudono tragicamente. E allora, corri ai ripari: botte di selfie per cambiare immagine del profilo per suscitare curiosità (mi sento un quindicenne, lo so); frasi che possano essere accattivanti, argomentazioni interessanti nella speranza che un pesce abbocchi. Ma non per fare chissà cosa, ma solo per conoscerne uno che ti possa piacere, quantomeno. Perché poi accade un fatto interessantissimo: quelli che ti piacciono, non cercano nulla o non gli interessi; quelli che a te non ti interessano, sono follemente persi.  Ironia della sorte, si chiama.

E naturalmente, in preda al peggior sindrome premestruale, mi sfogo così, con una bel poemetto decadente, che potete leggere qui.

 

 

 

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2 thoughts on “Tipi da Grindr #3

  1. parto facendo copia e incolla…

    “Perché poi accade un fatto interessantissimo: quelli che non ti piacciono, non ti interessano sotto una certa luce ma ti piace frequentare in amicizia perché belle persone, vorrebbero andare oltre l’amicizia. Ironia della sorte, si chiama.”

    e ora provo a dire quello che penso; vedi Bibri, non tutti sono al tuo solito livello “evolutivo” nell’ambito della concezione della propria sessualità ecc..quindi il tuo ragionamento è giusto e condivisibile se lo si guarda da quel punto di vista… da un’altra inquadratura può non esserlo, da un’altra ancora può non essere neppure interessante soffermarcisi; quello che intendo è che non bisogna scordarsi di coloro che ci provano, che vorrebbero qualcosa di spessore, qualcosa che magari vada oltre l’amicizia ma che sfortunatamente il loro finale è sempre il medesimo… essere l’amico!!! Per alcuni vivibile quasi come una “professione” (o una profezia). Persone che magari per queste ed altre motivazioni regrediscono e tornano a cercare quello che accennavi te nel post, nei famosi 100 km, la cosa veloce ecc. Ecco quello che sostengo io è che non si tratta di ironia della sorte (di ironico il più delle volte non c’è niente) ma di tempismo, pessimo tempismo, condito anche da qualche complesso o difficoltà ad accettarsi o interagire, ma sempre e comunque dannato tempismo!

    chiudo dicendo che quel “deserto espressivo ed emozionale” che declami nel tuo sonetto spesso non è una causa del problema, ma la conseguenza…

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    1. Grazie per il tuo commento. Credo si stia parlando di due cose diverse. Scusami ma ci sono delle regole sociali basilare che prescindono dallo stato evolutivo della propria accettazione. Si chiama rispetto verso il prossimo. Non ci si può ridurre sempre a mero sfogo delle proprie pulsioni. L’ironia della sorte invece c’è: Quelli che piacciono a te non ti si filano e se piaci a qualcuno a te non piace. Non é ironia della sorte. Senza mettere troppo peso nelle cose.

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