“Una vita strana”, parla il creatore di Grindr

[Traduzione da El Pais] di Alejandra Agudo – ARTICOLO DEL 2012

L’uscita sul mercato della seconda generazione di iPhone ha cambiato la vita di Joel Simkhai. L’apparecchio aveva incorporato un sistema di geolocalizzazione. Questo imprenditore, nato a Tel Aviv trentasei anni fa, cresciuto a New York dai tre anni e stabilitosi in pianta stabile a Los Angeles, stava aspettando proprio questo per realizzare un’idea e un desiderio personale: un’applicazione mobile per incontrare e contattare altri omosessuali nei dintorni. I sei mesi di lavoro fuori orario, con l’aiuto di amici e pochi soldi, culminarono nel marzo 2009. Nacque Grindr. Oggi è il social network più usato dagli omosessuali, con più di quattro milioni di utenti in 192 paesi. Per questo, Simkhai è considerato un Opinion Leader, oltre ad un imprenditore di successo. “Mi piace vedermi con la gente, ma in un bar nessuno sa chi è gay”, si guarda intorno per dimostrarlo. Prende il suo telefono e apre l’app di Grindr (tradotto: macinino da caffè). Si può vedere si qualcuno dei clienti in terrazza, in cui ordina solo una bottiglia d’acqua, sono gay. (sempre che siano utenti di Grindr). “Siamo essere umani, abbiamo la necessità di socializzare e la tecnologia può aiutarci”. Ma la rete non serve solo per mettersi in contatto con altre persone, ma manda anche messaggi su temi che interessano la comunità omosessuale, transessuale e bisessuale. “I nostri diritti”, specifica. “Vogliamo riconosciute le nostre responsabilità. In molti paesi, l’omosessualità è illegale e Grindr aiuta a fare rete. L’unione fa sì che la comunità sia più forte. Così questa applicazione può aiutare ad una maggiore uguaglianza”, afferma. Simkhai crede che nonostante “l’odio e la violenza” che subiscono i gay nel mondo, “incredibile che succeda ancora oggi”, abbiamo fatto grandi passi. “Quando mi dichiarai, fu il risultato di un processo durato anni. Difficile. Mi sentii molto solo anche se i miei genitori e i miei amici fossero di mentalità aperta. Pensavo a quanto la mia vita stesse per diventare strana”, ricorda. Il minore dei suoi due fratelli (entrambi omosessuali) “non dovette mai dichiararsi perché non lo sentì necessario”, dice. Lo considera un aspetto di progresso. E lancia un messaggio a tutti gli omosessuali stanchi e confusi: “La vita gay è meravigliosa! E non la cambierei anche se potessi”. Ma sa benissimo che servono ancora altri passi da fare per arrivare a una normalizzazione. Secondo lui, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la possibilità di creare una famiglia sono essenziali per l’uguaglianza. “Spero di potermi sposare. Ma la cosa più importante per me è avere figli. Mi piacerebbe avere due maschi”. All’interno del contesto delle elezioni USA, pensa che a proposito di questo Obama sia il candidato che maggiormente possa rispondere ai diritti degli omosessuali. “Su Grindr non possiamo dire chi votare, ma contiamo sul fatto che i nostri utenti tengano bene a mente i nostri diritti una volta che si troveranno a votare”, spiega. “Romney è contrario ai matrimoni gay. Obama è a favore. Credo sia una buona regione per votarlo”. È la seconda volta che Simkhai visita la Spagna, il quinto paese con più utenti di Grindr. In questa occasione è tornato per parlare della sua applicazione alla  European Ecommerce Conference. Non ci svela se sia diventato milionario, ma la sua attività non ha smesso di crescere. Da lavoro a 45 persone e si finanzia solo tramite pubblicità nella versione gratuita e dai download per quella a pagamento. “Non ci sono investitori. Quelli perdono sempre soldi”, ride.

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