Categoria: dittatura

Dieci anni senza Saddam Hussein

[Foto da Gazeta]

Saddam e Arafat, 1980

Link utili:

Saddam Hussein durante il processo per crimini di guerra, 2006

Ritrovamente da parte dei militari americani, 2003

Cattura di Saddam, 2003

Caduta del regime di Saddam, 2003

Saddam insieme ai figli

Saddam Hussein, Fidel e Raul Castro

SPECIALE CRISI DI GOVERNO: Berlusconi festeggia i suoi 77 anni

[Traduzione da Vesti]

Silvio Berlusconi, veterano della politica italiana, premier del paese per tre volte, festeggia 77 anni. Nel giorno del suo compleanno, si trova nella lotta per la sopravvivenza politica da preparandosi un regalo sotto forma di un’altra crisi di governo.

L’altro giorno, Berlusconi ha ammesso i suoi sostenitori che sta attraversando il periodo peggiore della sua vita . “Non riesco a dormire, ho perso 11 Kg – un chilogrammo per ogni anno che mi vorrebbero vedere in carcere”, ha detto.

In realtà, i problemi sono sorti da allora famosissimo “attentato” a Berlusconi nel dicembre 2009, quando in una manifestazione a Milano, lo hanno colpito al volto con una statuetta – raffigurante il Duomo di Milano. Qualche tempo dopo, è scoppiato lo scandalo legato alla prostituzione minorile, e poi le dimissioni sotto la pressione delle difficoltà economiche incontrate dall’Italia . Infine, il 1 agosto 2013, Silvio Berlusconi è stato condannato a quattro anni di carcere per frode fiscale, ricorda l’agenzia di stampa Itar-Tass. Ed è proprio questo processo che ha dato luogo a l’inizio dell’umiliante procedura di esclusione di Berlusconi dal Parlamento italiano.

In realtà, questa procedura si sta rivelando il motivo per un’altra crisi di governo che si sta preparando in Italia. In segno di protesta contro prospettive reali di esclusione dell’ex primo ministro dal parlamento, i sostenitori di Berlusconi – del suo partito “Popolo della Libertà” – prima si sono dimessi dal Parlamento, e poi , a seguito dell’appello personale del loro leader, dal governo del paese.

L’attuale esecutivo guidato dal primo ministro Enrico Letta è il risultato di un difficile compromesso tra gli eterni rivali politici – il Popolo della Libertà e il Partito Democratico. In assenza di un sostegno del PDL, Letta perderebbe la maggioranza in parlamento, dove già festeggiano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, di recente formazione ed eccezionalmente entrati in Parlamento. Il leader di questa nuova forza, il comico e blogger Beppe Grillo,  da tempo ha previsto la morte politica del governo italiano.

E’ evidente che il Popolo della Libertà per rimanere fedeli al loro leader, Silvio Berlusconi, sta cercando a tutti i costi di appoggiare la sua attività politica, nonostante all’ex primo ministro gli tocchi dirigere il tutto dai domiciliari. A metà ottobre di quest’anno, Berlusconi dovrà scegliere come portare a termine la condanna, che in conformità con la legge sull’amnistia sarà ridotta da quattro anni a uno. Visto che in Italia, i condannati per crimini minori di età avanzata non vengono messi in prigione, a Berlusconi è stato chiesto di scegliere tra gli arresti domiciliari o i servizi sociali .

Silvio Berlusconi sta aspettando ancora diverse cause, tra cui la decisione della corte d’appello sullo scandaloso “Caso Ruby”, in cui l’ex premier è accusato di prostituzione minorile. In Corte d’appello, il giudice ha già condannato il politico a sette anni di carcere.

Nonostante la sua attività politica degli ultimi giorni, Silvio Berlusconi non è stato visto in pubblico, ad eccezione di un recente video-messaggio registrato dal suo cameraman personale con l’evidente coinvolgimento di truccatori: sullo schermo il patriarca della politica italiana sembrava fresco e sicuro di sé, ma innaturalmente più giovane dei suoi anni.

SPECIALE CRISI POLITICA: Il burattinaio

[Traduzione da The Economist]


Le risse verbali al vetriolo, di attualità nei talk-show della televisione italiana, sono lo specchio della politica del paese. E’ più turbolenta che mai dopo che la Corte Suprema ha confermato la condanna per frode fiscale a Silvio Berlusconi, ex primo ministro. Nelle otto settimane da quando la Corte ha confermato la condanna a quattro anni di carcere (che in sostanza risalta essere solo un anno di arresti domiciliari o servizio civile), gli italiani hanno dovuto sopportare più del solito le diffamazioni verbali. E sono tenuti sulle spine circa le probabilità di sopravvivenza del governo della fragile coalizione di Enrico Letta.

Sempre lo showman, Silvio Berlusconi, ha recentemente monopolizzato le prime pagine e i titoli televisivi. Il 18 settembre, giorno di seduta al Senato, nel quale è stato eletto nel mese di febbraio, ha fatto un passo ulteriore verso la sua espulsione, andando contro la magistratura e il Partito Democratico (PD) in un messaggio televisivo registrato della durata di 15 minuti. Ha promesso di continuare a guidare il suo Popolo della Libertà (PdL), partito della coalizione di Governo, anche se espulso dal parlamento. Da quel momento, i loghi negli uffici del PdL sono stati cambiati tornando a Forza Italia, il nome del movimento da lui fondato nel 1994, che lo ha portato al suo primo successo politico.

Il cambio di nome fa parte dei preparativi per le elezioni. Così, questo mese, Berlusconi ha presentato ricorso contro la mossa di espellerlo dal parlamento alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Molti italiani simpatizzano per lui, ma per gli altri il ricorso al tribunale è un’ulteriore prova che ha trascorso il suo tempo nella politica lavorando soprattutto per i suoi interessi. Di fronte a un partito guidato da un truffatore fiscale condannato, il PD di Letta dovrebbe agire con forza , ma è assediato da dispute sulla sua leadership.

I falchi e colombe intorno Berlusconi stanno discutendo se uscire fuori dalla coalizione, provocando incertezza su come l’Italia possa essere governata. Gli affari più urgenti rimangono irrisolto, in particolare il bilancio per il prossimo anno, attraverso il quale entrambi i lati della coalizione cercheranno di guadagnare punti con gli elettori. Letta ha detto che non è disposto ad essere logorato dal cecchinaggio dal Pdl e Fabrizio Saccomanni, il suo ministro del Tesoro, ha accennato a dimissioni se il suo bilancio venisse minato Il 23 settembre, Giorgio Napolitano, il Presidente della Repubblica, ha invitato i politici a evitare una rottura e di nutrire i deboli segnali di miglioramento dell’economia. Napolitano ha detto che lui non scioglierà il parlamento se ci sarà ancora la legge elettorale vigente.

La lentezza della giustizia italiana è in parte responsabile dell’incertezza. Nel confermare la condanna, la corte suprema ha rinviato in corte d’appello la questione di quanto tempo Berlusconi dovrà essere allontanato dai pubblici uffici. Il giudice d’appello dovrebbe decidere in ottobre. Ciò risolverà solo una parte delle domande sul futuro del leader Pdl.

SPECIALE CRISI POLITICA: L’Italia in ostaggio e Letta mostra i muscoli

[Traduzione da Le Monde]

L’Italia è in allerta. Trasformatasi in Fort Chabrol, tenuta in ostaggio da Silvio Berlusconi e i suoi. Bruxelles, il FMI, la Banca europea per gli investimenti, le agenzie di rating, Confindustria hanno moltiplicato gli avvertimenti contro una possibile crisi politica che minaccia la ripresa. Una tale situazione renderebbe inutili, ai loro occhi, gli sforzi degli ultimi tre anni da parte degli italiani in bilico tra recessione e austerità.

Dal momento che i parlamentari del Popolo della Libertà (PDL) hanno annunciato l’intenzione di dimettersi se il loro leader, Silvio Berlusconi, fosse escluso dal Senato dopo la sua condanna definitiva per evasione fiscale, le notizie vanno veloci a Roma. La sfida: mantenere il governo di Enrico Letta, installato nel dolore cinque mesi fa e proseguire con le riforme. Anche Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, artigiano – o apprendista stregone – della grande coalizione, perde la sua compostezza : “Sono ottimista , non ingenuo”.

Bleffatore? Bugiardo? Enrico Letta, tornato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, vuole essere a cuore leggero. Venerdì, 27 Settembre, dopo un consiglio dei ministri breve e burrascoso, ha chiesto un “chiarimento”. In altre parole: non è disposto ad andare avanti senza il sostegno di partiti della coalizione con un voto di fiducia. “Prima di allora, continua, è inevitabile che qualsiasi decisione del governo sulle questioni economiche e di bilancio debba essere sospesa.” La quiete prima della tempesta?

Questo voto di fiducia dovrebbe avvenire prima del 4 ottobre, quando la Commissione del Senato probabilmente deciderà la “decadenza ” del “Cavaliere” dal suo mandato di senatore (anche se è la camera che lo prenderà in considerazione nel mese corrente a scrutinio segreto) ciascuna dovrà dunque contare sulle sue truppe e armi. Lo stesso giorno ci sarà una manifestazione della destra, a Piazza Farnese a Roma dal nome “Siamo tutti caduti”.

Formalmente, le dimissioni di massa dei 188 deputati Pdl non pregiudicherebbe il governo (almeno non subito). Al contrario, se il Parlamento respingerà la fiducia richiesta dal presidente Letta , l’esecutivo cadrà automaticamente.

La manovra del Primo Ministro è chiara: egli sa che il Pdl è diviso sulla prospettiva di provocare una crisi di governo. “Basta giocare giochi a fare paura sparando a salve”, ha detto in sostanza ai sostenitori di Berlusconi pronti a sacrificarsi con lui.  “Io, ho caricato la mia pistola con quelli veri. Vedremo chi è il più coraggioso. Basta a tutti i tipi di pressioni. Il destino d’Italia è nelle vostre mani”. Nel frattempo, le misure economiche per consentire al paese di tornare nei margini del deficit a fine anno vengono sospese. Venerdì, il tasso di interesse sui prestiti a dieci anni hanno ritrovato il loro livello più alto dal mese di giugno, al 4,50 % .

SPECIALE CRISI POLITICA: Il colpo di grazia

[Traduzione da El Pais]

Venerdì sera, il primo ministro italiano, il socialdemocratico Enrico Letta, ha messo nell’angolo Silvio Berlusconi, allo stesso tempo rivale conservatore e partner di Governo, sfidandolo a dire in Parlamento davanti a tutti gli italiani, se era disposto a rinnovare la fiducia nell’esecutivo o se, come ha fatto per due mesi, avrebbe condizionato il suo sostegno per una soluzione ai suoi problemi con la giustizia. Non 24 ore dopo, il vecchio giocatore d’azzardo della politica italiana ha preso il suo pugnale, questa volta sul serio, e ha costretto alle dimissioni tutti i suoi ministri provocando (5 dei 15 previsti dall’attuale Governo) , come ha fatto ritirando la fiducia al governo di Mario Monti alla fine del 2012, una crisi assoluta di governo.

La mossa politica di Letta è stato buona, ma Berlusconi è molto Berlusconi – «è il miglior politico italiano”,  ha ammesso amaramente persino il centrista Mario Monti dopo essere diventato la sua vittima. Il fatto è che Venerdì, al ritorno da un viaggio ufficiale in Canada e negli Stati Uniti, Enrico Letta ha concordato con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di porre un ultimatum al leader del Popolo della Libertà (Pdl) Berlusconi, che da quando è stato condannato a quattro anni di carcere per frode fiscale (di cui solo uno è stato scontato e comunque non in carcere) nel caso Mediaset, sta minacciando di far cadere l’esecutivo se espulso dal Senato, come – a proposito – prevede l’attuale legge contro i politici corrotti condannati.

Nei giorni scorsi, inoltre, l’escalation verbale di Berlusconi e dei suoi uomini è salita al punto di etichettare come “colpo di stato” la presunta persecuzione giudiziaria e politica che, secondo Il Cavaliere, a cui è stato sottoposto negli ultimi tempi.

Dopo aver ottenuto l’approvazione dell’arrabbiato presidente della Repubblica – il “Colpo di Stato” a fatto infuriare davvero il vecchio comunista – il Primo Ministro ha deciso che tutte le misure che il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto prendere il Venerdì notte, sarebbero state rinviate per vedere se il condannato Berlusconi avrebbe chiarito il Lunedì o Martedì in Parlamento, ciò che avrebbe voluto fare della sua vita politica.

Tra le misure che l’ultimatum di Letta hanno impedito di prendere è stato il rinvio del l’aumento dell’IVA dal 21% al 22% a partire dal 1° ottobre. E qui è dove Berlusconi si è aggrappato per mascherare il putiferio politico.

A metà pomeriggio di Sabato, alla vigilia del suo 77ª compleanno, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha avvertito: “Ho invitato i Ministri del Pdl nel governo di valutare la possibilità di dimettersi immediatamente per evitare di essere complici, e non rendere complice lo stesso Pdl, di ulteriori odiose umiliazione  imposte dalla sinistra verso gli italiani ( … ). La decisione presa da Enrico Letta di congelare l’attività di governo, ha determinando in tal modo l’aumento dell’IVA, è una grave violazione dei patti alla base di questo governo e contraddice il programma presentato al Parlamento dal Presidente del Consiglio stesso”.
 

Pochi minuti dopo che la notizia è andato in onda, Angelino Alfano, il vice primo ministro, ministro degli Interni e delfino Berlusconi, ha annunciato che lui e i ministri Nunzia De Girolamo (Agricoltura) , Beatrice Lorenzini (Sanità) , Maurizio Lupi (Infrastrutture e Trasporti) e Gaetano Quagliariello (riforme costituzionali) avevano già presentato le dimissioni.

Una lettera congiunta ha chiarito, nel caso ci fossero dubbi, che nel Pdl conta solo la voce del suo padrone: “Dopo l’invito del Presidente Berlusconi in merito alle dimissioni ( … ) crediamo non ci sono le condizioni per rimanere nell’esecutivo”.

Una volta verificata l’entità della confusione provocata in quel momento, il primo ministro ha pubblicamente accusato al leader del PDL di mentire: “Berlusconi , per cercare di giustificare l’atto folle e irresponsabile di oggi, avente per oggetto solo questioni personali, cerca di cambiare le carte in tavola utilizzando la scusa dell’IVA”.

XX secolo

[Traduzione da El Pais, Almudena Grandes]

Un disordine problematico e febbrile, cantava Gardel, e in effetti così è stato [N.d.T.: l’autrice si riferisce ad una canzone argentina contro la guerra]. Dal 2013, tutti gli errori, le virtù e le contraddizioni di un secolo marcato, dall’inizio alla fine, dall’intensità, sembrano avvolti da una tonalità seppia, sbiadita, delle vecchie fotografie. Tuttavia, queste ultime settimane mi hanno insegnato che quello era il mio secolo.

Intorno a me, si moltiplicano le voci che si oppongono all’intervento in Siria, senza condizioni, senza  spaccature, senza il minimo margine d’errore. So che lo fanno con le migliori intenzioni, che pregano per la pace proprio come il Papa; che si oppongono alla guerra per principio, proprio come me. So anche che Assad è stato un alleato importante per gli Stati Uniti; che una vittoria dei ribelli quasi certamente si tradurrebbe in un altro Stato islamista; che l’ascesa islamista, è a sua volta conseguenza di una politica estera statunitense ispirata all’intollerabile, ma ampiamente tollerata, arroganza di Israele.
 
Ma, perdonatemi, credo che nella situazione attuale vengono apprezzate nuove peculiarità proprie del XXI secolo, un tempo caratterizzato dall’indolenza, la passività e l’indifferenza e, soprattutto, da una spaventosa assenza di ideologie, al di là dell’invicibile mattarello del neoliberalismo eretto come unico pensiero globale. Quindi, mi sembra di percepire che, sempre con le migliori intenzioni, si usano parole antiche per avvolgere una realtà vuota. Sullo sfondo c’è Assad, un dittatore, un tiranno, un omicida seriale che sarà l’unico a beneficiare di non intervento. Questa è una delle poche cose di cui sono certa, e non sarà permesso uno scontro che gli permetta di massacrare il suo stesso popolo.
 
Per il resto, posso solo avere dubbi, contraddizioni, nessuna certezza rassicurante. Nel bene e nel male, già lo sapete, sono una donna del XX secolo.   

89 anni e non sentirli: Mugabe di nuovo presidente

[Traduzione da Slon]

Nello Zimbabwe si festeggia. Robert Mugabe, 89 anni, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione che lo ha insignito, per la settima volta, dell’incarico di presidente del paese, dopo aver vinto un duro scontro con l’avversario, il primo ministro Morgan Tsvangirai. Fonte della notizia e Al-Jazeera.
Secondo i dati ufficiali, Mugabe ha raggiunto il 61%, mentre il suo sfidante il 34%. Tsvangirai ha cercato di contestare il risultato davanti alla Corte Costituzionale, ma in seguito ha ritirato la denuncia, spiegando la sua riluttanza a dare visibilità alla giustizia.
 
In questo modo i sostenitori del presidente potranno dare visibilità alla festa. Giovedì, nel più grande stadio del paese che conta 60 mila posti, Mugabe ha prestato giuramento per la settima volta.

Robert Mugabe è alla guida dello Zimbabwe da 25 anni, dal 1988 ha assunto ufficialmente la presidenza del paese. Nessuno dei diversi problemi economici gli ha impedito di mantenere il potere. Grazie a inesistenti tentativi di riforme infruttuose, in particolare quella terriera, che ha portato all’espulsione di tutti gli agricoltori bianchi, hanno portato il paese sull’orlo del collasso. Nel paese c’è un iperinflazione senza precedenti. Nel 2007 e nel 2008 il tasso di deprezzamento del dollaro locale è stato di circa 100.000 per cento l’anno. Nel 2009 il Governo ha permesso la circolazione di valuta estera nel paese, ha basato le azioni commerciali in borsa con il dollaro americano, mentre la disoccupazione raggiungeva il 94% della popolazione.
 
Nel 2009, l’opposizione è riuscita ad ottenere da Mugabe la formazione di una coalizione di governo guidata da Tsvangirai, 61 anni,  ma , come si evince da quanto è successo, sia la situazione legata alla crisi economica sia la forte opposizione, sono servite a Mugabe per mantenere il potere, nonostante i suoi 89 anni.