Lukašenko? E chi è questo?

Ultima grande performace del nostro Ministro della difesa Ignazio La Russa che a Ballarò ha mostrato quanto è ferrato in politica estera. Insomma, ma chi sarà mai questo Lukashenko? Un calciatore? Un tronista? Un terrorista? Un saltimbanco? Una nuova escort di B.? Dovremmo preoccuparci del fatto che una importante Carica dello stato come il Ministro La Russa non sappia chi è, visto che l’amico B. lo frequenta. Volete che vi sveli il mistero?
Lui è Aleksandr Lukašenko. Non vi dice niente? Beh, naturalmente non se ne sente parlare tutti i giorni, ma non è poi così lontano da casa nostra o dall’Europa, anzi, geograficamente il suo paese fa parte dell’Europa. Niente? Va bene, è il presidente della Bielorussia. Viene definito “l’ultimo dittatore d’Europa”  collocando la Bielorussia tra gli “avamposti della tirannia”. Uno che con Putin va a braccetto (anche se, a volte ci sono screzzi per il gas). E naturalmente anche il nostro Premier non poteva che diventare amico dell’amico di Vladimir. Molti se ne saranno dimenticati, ma nel 2009, ad inizio legislatura, quando B. era impegnato a definire tutto “il meglio degli ultimi 150 anni” (ricordate?), fece una dichiarazione delle sue, senza ritegno, sostenendo che Lukašenko fosse amato dalla popolazione. Cosa che non è propriamente vera (e B. lo sa bene). Ma sappiamo anche che B. è bravo a famigliarizzare con i dittatori (Ghedaffi non è ne il primo ne l’ultimo), ma la cosa più sconvolgente è che i suoi colleghi di partito non ne sappiano nulla. Questo fa pensare in che mani siamo!!!
Vi posto una canzone Bielorussa che si intitola proprio “Belarus Freedom”, perchè i bielorussi, forse, non amano molto il loro presidente, ma il loro paese (qui trovate la traduzione)

Obama prende Osama e intanto in Libia la guerra impazza in modo "mirato".

Notizia dell’ultima ora che ha fatto il giro del mondo: Osama Bin Laden è stato “finalmente” preso e ucciso dai soldati americani (in collaborazione con le autorità pakistane) in un paese alle porte di Islamabad (Pakistan). Mettiamo in evidenza alcuni punti da analizzare:

  • Molti siti, affermano che la foto, fatta circolare come prova della morte del terrorista jihadista non sia vero, o meglio, che sia una foto del 2006 e che sarebbe stata modificata per l’occasione.
  • Gli americani sono in festa. Molti direbbero “per ovvie ragioni”, ma io credo che non dovrebbero festeggiare poi così tanto, visto che le azioni militari americane in Afghanistan hanno fatto più morti (tra i civili) di quelli delle torri gemelle. Va bene che Osama era pericoloso e a capo di un gruppo terroristico dei più sanguinari, ma festeggiare una morte mi sembra eccessivo. Inoltre, non credo che Bin Laden sia l’intero gruppo, forse la sua morte è un “successo”, ma di certo non è la fine.
  • Tutti questi anni per ucciderlo (ben 10 anni), manco vivesse nelle viscere della terra. Soprattutto l’intelligence americana, non ci credo che non sia riuscita in tutti questi anni, con le tecnologie più all’avanguardia, a trovarlo. Mi sembra assurdo. Questa figura ha assunto dei tratti troppo”mitici” per continuare ad essere vera.
  • Come ogni morte “illustre” che si rispetti, c’è il mistero del cadavere. Subito sepolto in mare (?). Beh, mi sembra un bel modo per accertare il fatto!

Questa guerra che gli americani e molte potenze modiali (tra cui l’Italia) hanno condotto, ridervano misteri troppo grandi per (a mio avviso) avere credibilità. La “lotta al terrorismo” continua. Qualcuno crede avrà mai fine?

Intanto sul fronte libico, continuano gli attacchi “mirati” per distruggere l’offensiva di Gheddafi, che minaccia di portare la guerra in Italia. Sembra che in un raid sia rimasto ucciso un figlio del Rais con moglie e nipoti, la tv libica ha trasmesso le immagini dei corpi, non riconoscibili e la Nato smentisce l’accaduto.
La guerra in Libia sta assumendo tratti sempre più assurdi e l’Italia, con i suoi cambi di “bandiera” e umore, non dà l’idea di sapere quello che fa.  La Lega pressa il Premier, ma tutto sembra andare per il “verso giusto”. Io vorrei comprendere il significato che per il governo ha la parola GIUSTO.

Le Tresc c’est Chic!

Will&Kate sposi, come non parlarne? Evento dell’anno, attesissimo da bookmakers, commoners, arrotini , guardoni, aspiranti re che ballano con le stelle ma poi agli eventi che contano, non contano, amanti del Trash (nel paese del Tresc- Barbarod’ursiano). La tv italiana non si è fatta mancare nulla vantando una parterre di inviati e opinionisti da far invidia ai protagonisti della Corrida (di Corrado). In prima linea F. Corona, C. Malgioglio, K. Jonathan – GF, non pervenuta l’edizione, qualche gravidanza addietro di A. Marcuzzi temo -, A. Signorini e il suo sosia. A quanto pare uno non bastava serviva il clone, ma col CIUFFOLO! E. Miccio, conduttore di grido del programma “Ma come ti vesti?” e autore, con la sua coconduttrice (è un lavoro vero pergiove), dell’omonimo libro “Ma come ti vesti?” (Originali!); sono andata a spulciare la scheda libro: … “I preziosi “Mai più senza!”(una spada laser!?) e “Mai più con!”(le mutande di lana nelle sere d’estate a Ladispoli?!)””. Poveri noi. Però Will&Kate alla fine hanno coronato il loro sogno d’amore. Lui scintillante come Azzuro (ma da Cesare Ragazzi non c’era posto?) e lei bella come, come come…. Come recita un film che ha fatto scuola: “- Dimmi solo un nome di una a cui è andata bene” “- Quella gran culo di Cenerentola”. (Pretty Woman) Appunto. Post Scriptum: Ma la considerazione del nostro paese all’estero non era già sufficientemente rasa al suolo dalle bombe libiche, le mele pornografiche e le Ikee di Giovanardi, povero caro? Ai posteri l’ardua sentenza.

La canzone del giorno: Pazza l’Ikea

Ragazzi, voglio presentarvi questa nuova rubrica del Bibrinews, tutta dedicata alla musica e ai suoi interpreti. Quello di oggi è il nostro sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi, che dopo le ultime polemiche riferite al manifesto pubblicitario Ikea, che, secondo lui, offende la costituzione italiana, ci delizia con un singolare brano dal ritmo accattivante e con parole costruite per dare una musicalità sopraffina alla canzone. Spero che appreziate questa perla musicale. Buon ascolto.

Siamo in una Democrazia, ma qualcuno se lo dimentica!

In questo ultimo periodo il “nostro” premier e la maggioranza ci sta dando un esempio chiarificatore (come se non l’avesse mai fatto) del loro personale concetto di democrazia. Ma andiamo per punti:

    1. Partiamo dall’esempio più eclatante che è quello del ritiro del quesito referendario sul nucleare. La motivazione è stata: le persone agirebbero emotivamente e non razionalmente al quesito, il nostro partito vuole adottare il nucleare, quindi, cerchiamo di tenerlo fermo un anno, poi se ne riparlerà. Io dico: ma se un referendum è stato proposto per chiedere a tutti i cittadini cosa ne pensano sul nucleare (e siccome ce n’è già stato un nell’86, non ne vedevo così l’esigenza), perché togliere tale diritto? Non è che c’è qualcosa di più sotto (quorum legittimo impedimento)? perché non è stata fatta adeguata informazione sul referendum? Qualcuno (e qui intendo entrambi gli schieramenti) ha mai informato la popolazione su benefici e malefici di tale tecnologia? E ha mai chiarito il programma da voler adottare? Ha mai esposto, i pro e i contro anche delle fonti alternative? L’emotività a mio avviso non centra. La disinformazione centra, e quella che vuol vincere è l’ignoranza.
    2. Altro tema: crisi immigrati. Lampedusa al collasso. E’ arrivato B. e ha risolto la questione con i suoi soliti miracoli (già visti all’Aquila): in due giorni tutti gli immigrati, tenuti in condizioni indecenti a Lampedusa, sono stati smistati. Io dico: bisognava aspettare lui per smistarli? Quali sono queste capacità straordinarie? Io ci vedo puzza di evento mediatico, tanto ormai punta tutto su quello.
    3. La crisi libica: siamo contrari ad entrare in guerra. Gheddaffi è nostro amico (e qui già, viene la pelle d’oca). Scoppia la guerra: diamo le basi per far si che gli aerei degli alleati volino sulla Libia e sconfiggano il “cattivo”, ma non partecipiamo attivamente (?). Ora: partecipiamo con obbiettivi mirati. Senza parlarne in parlamento e spiegare il perchè di tutto questo. Qualcuno ha capito qualcosa di tutta questa carrambata continua? Ma la coerenza, gliel’ha insegnata qualcuno? Sulla costituzione non c’è scritto che la nostra repubblica “ripudia la guerra” (questo vale per tutte le guerre a cui l’Italia ha partecipato in “missione di pace”)? Secondo me si hanno un piede in più scarpe!
    4. Questi Responsabili, che nome meno azzeccato non potevano trovare, dopo aver tenuto in “ostaggio” B. “costringendolo” a dare poltrone a destra e a manca (evidentemente la compravendita non è bastata), ora voglio collaborare per la stabilità del paese. Ricordiamo che il loro manifesto è stato scopiazzato da quello dei Giovani Fascisti.
    5. Voglio terminare con la proposta di 5 senatori del Pdl, che di libertà ha un’idea un po astratta, di eliminare il divieto di ricostituzione del partito fascista. Naturalmente è subito scoppiato un putiferio, con Pd sul piede di guerra e con i maggiori rappresentati del Pdl, che sorpresi ed esterefatti, prendevano le distanze. Ma può anche solo essere pensata una cosa del genere? Essere inserita in un ddl, lo reputo assurdo.

Dove riusciremo ad arrivare ancora? La cosa preoccupante è che la nostra sinistra non propone un’alternativa concreta. L’unico obbiettivo è buttare giù B. Ma il problema fondamentale, non è buttarlo giù, ma offrire un politica di sviluppo migliore. Una valorizzazione della democrazia maggiore. Bisognerebbe svegliarsi da questo incantesimo, ma c’è molto lavoro da fare!

25 Aprile 2011: Liberi di festeggiare

Per festeggiare il 25 aprile (leggi articolo del Corriere e Repubblica)si presentano, ogni anno di più, scontri che le destre (estreme e non) cercano di fomentare proponendo, con le stesse parole e argomentazioni, episodi della liberazione che certamente vanno discussi, ma che sicuramente non cambierebbero il valore e il coraggio dimostrato da molti partigiani nella liberazione della nazione dal nazifascismo.
Come si può sostenere però che a quel tempo non c’era una parte giusta ed una cattiva per cui combattere, mi sembra un po’ troppo eccessivo. La parte cattiva era ben riconoscibile e non soltanto perché si potevano riconoscere da “capelli rasati e vestiti rigorosamente neri”, semplicemente perché avevano spinto l’italia tra le braccia dei nazisti, contribuendo ad uno sterminio abominevole. Un totalitarismo non è mai stato “la parte giusta”. Chi non da la possibilità di esprimere il proprio pensiero, che non da la possibilità di essere libero, chi influenza un popolo attraverso una demagogia sbagliata e fomenta l’odio, non è dalla parte del giusto. Forse potrei continuare all’infinito e per questo chiedo a coloro che in parlamento ci rappresentano (non rappresentano certo me) di andare oltre l’ideologia. Se si sentono frustrati da questa festa, allora che abbiano la coerenza di non occupare una poltrone di un Parlamento costruito sulla basi di tale liberazione.

BUONA FESTA DI LIBERAZIONE A TUTTI!

La cultura cambierà il mondo?

Voglio che il primo post del blog sia dedicato alla cultura. Quella con la C maiuscola. Quella che l’Italia ha sempre avuto ma che da un po’ di tempo si è dimenticata di avere e si è abbandonata ad una logica consumistica e di medio livello. La mia riflessione nasce dall’intervista fatta da Myrta Merlino (conduttrice di EFFETTO DOMINO, su La7) a Giuliano Amato, “ex-tuttofare” della Repubblica Italina (e controfigura di un possibile Mister Bean da vecchio).  La cultura è un bene prezioso per qualsiasi nazione o popolo, stimola la curiosità e la voglia di conoscere il mondo che ci circonda. La cultura che sta caratterizzando, non solo l’Italia, ma l’Europa e il Mondo, è quella della paura del diverso, dell’ostentazione delle proprie origini e radici (il fatto che nella maggioranza ci sia un partito come la Lega, non è da sottovalutare). La nostra cultura è basata sull’attualità, la televisione, l’immagine esteriore e non più sulle grandi menti del passato (come dice Amato nell’intervista) e sui loro principi profondi. Una frase che mi ha colpito molto nell’intervista è stata: “Siamo noi a dicidere se certi fattori possano farci paura”. Una sintesi magnifica, secondo me, della condizione in cui riversiamo oggi: molti voglio avere paura. Sono gonfiati anche da certi tipi di giornalismo e dal “magnifico” lavoro del nostro governo, che fomenta sempre di più la xenofobia (con la crisi libica e l’esodo dei profughi) e l’omofobia (vedi ultimo intervento del sottosegretario Giovanardi).  Stimolare le giovani leve al pensiero, e non bombardarle di merda televisiva, aiuterà sicuramente il futuro della convivenza. Ma lasciar continuare l’attuale linea del governo, renderà il lavoro molto più duro, visto che il 2020 non è poi così lontano.

Credo però che, oggi, una persona, attraverso le nuove tecnologie, abbia più possibilità di crearsi una linea di pensiero autonoma e abbia la possibilità di cerare e trovare molte più informazione, anche mirate, su ciò che vuole sapere. Facebook ha tutti i difetti del mondo, ma nessuno dimentichi i pregi e la rapidità con cui le informazioni girano: le persone riescono a comunicare più velocemente, a condividere idee in tempo reale. Naturalmente un difetto è il sovravraccarico di informazioni che un po’ ci manda in tilt e rende difficile la scelta di ciò che si possa considerare veramente attendibile. La troppa scelta, alla fine della fiera, ci inibisce. Quindi, vorrei concludere con una frase di Sofri, sentita poco tempo fa in una sua conferenza su Sarajevo: ” Dicono che la storia ci è di insegnamento. Beh, la storia, come spesso ha dimostrato, non ci insegna proprio niente”.
La cultura cambierà il mondo?