Come scrivere un perfetto logline e perché è importante quanto la tua scennegiattura

[Traduzione da Indiewire]

Il logline è una vera forma d’arte. Rappresenta una o due frasi che riassumo un film che non solo  permette di fare una premessa, ma dà al lettore il contenuto emozionale dell’opera nel suo complesso. I loglines furono utilizzati agli albori di Hollywood di modo tale che i produttori potessero leggere una breve spiegazione di un copione (molto spesso stampato sul dorso della sceneggiatura), permettendo loro di saltare le sceneggiature poco interessanti senza nemmeno tirarle fuori dallo scaffale. Invece, oggi, i loglines non sono più stampati sulle stesse sceneggiature, ma hanno effettivamente lo stesso scopo: rappresentare in modo efficace la storia e lasciare il lettore potenziale interessato.


Nonostante sia fondamentale avere un buon logline di modo che si possa sinteticamente spiegare il film sulla carta, funziona altrettanto bene verbalmente. Se avete mai provato a spiegare l’intero film a qualcuno in una frase, lo avrete trovato sicuramente molto impegnativo. Dopo tutto, non è praticamente possibile trasmettere ogni minimo dettaglio di una sceneggiatura di 110 pagine in una o due frasi. E purtroppo, quando si tratta di qualcuno che può davvero fare qualcosa per il tuo film, tutto quello che dovresti avere è una o due frasi che valgano il tempo di trasmettere la tua idea. Va bene, non c’è bisogno di dare via l’intera storia – infatti non si dovrebbe. L’obiettivo è quello di vendere l’idea della sceneggiatura, piuttosto che la storia stessa, e il modo più efficace per farlo è con un forte logline.

Mentre il logline può servire bene sia in forma scritta che verbale per ottenere l’attenzione dei produttori, lettori, agenti, e chiunque altro tu voglia coinvolgere – è necessario anche prendere in considerazione il beneficio che un logline incisivo ha su di te come scrittore.

Blake Snyder, il guru della sceneggiatura, ha spesso fatto riferimento al logline come il DNA del  film, e credo che tale dichiarazione sia molto vera. Se avete un logline perfettamente costruito che coglie veramente l’essenza di quello che il film tratta, allora il suo significato dovrebbe risuonare in ogni pagina del vostro copione. Se spesso ti blocchi scrivendo una scena, si può sempre guardare al logline e ti permetterà di spingerti nella direzione giusta. Ti aiuta a mantenere la concentrazione su ciò che rappresenta realmente il nucleo della storia e, in definitiva, la tua sceneggiatura finale dovrebbe risultare una estrapolazione dettagliata.

 
Così sappiamo che il logline è altrettanto importante come strumento creativo in quanto funziona come un veicolo per suscitare l’interesse negli altri. Ma cosa c’è in un buon logline? Qual è la formula appropriata? Beh, ci sono decine (se non centinaia) di formule e opzioni valide quando si tratta di strutturare il logline, ma ci sono certamente le tecniche che funzionano meglio di altre. Personalmente, ho provato un enorme numero di tecniche e approcci e alla fine ho trovato quello che, ogni volta, per me sembra funzionare meglio di tutte. Qui di seguito, ho descritto questo metodo semplice ed estremamente efficace, ma prima di arrivarci, è importante riconoscere gli elementi chiave che rendono un logline forte e l’obiettivo a cui deve giungere la struttura finale.

Vediamo rapidamente i componenti più importanti di un logline. Fondamentalmente, è necessario ottenere le seguenti informazioni:

  • Il protagonista (non usare i loro nomi, solo la descrizione – ad esempio “Un chirurgo alcolizzato…”)
  • L’obiettivo del protagonista (di solito va di seguito al primo punto – “Un chirurgo alcolizzato deve lottare per il suo posto di lavoro…”)
  • L’antagonista (e l’ostacolo che comporta – “Un chirurgo alcolizzato deve lottare per il suo posto di lavoro dopo che un paziente scontento lo accusa di negligenza…”)

Dobbiamo anche riconoscere come queste componenti si inseriscano nella struttura. Come ho detto prima, ci sono numerosi formati che è possibile utilizzare, e si dovrebbero regolare costantemente per soddisfare la tua storia. Ma questa formula di struttura è un ottimo punto di partenza:

Quando [SI VERIFICA UN INCIDENTE PROVOCATO] , un [PROTAGONISTA SPECIFICO] deve [RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO] , oppure [TROVARE OSTACOLI].

Nonostante tu possa essere tentato di prendere semplicemente la formula qui sopra e inserire i dettagli della tua storia, consiglio vivamente di non prenderla d’esempio perché, altrimenti, non darà mai i migliori risultati. Potrai davvero prenderla in considerazione come ulteriore passo avanti usando la tecnica che ho descritto qui di seguito, che ti impegna a lavorare a ritroso per trovare l’essenza della tua storia. Questa non è una tecnica creata da me, ma è quella che in assoluto mi ha dato i risultati più coerenti.

Il metodo stesso è estremamente semplice. Bisogna porsi 4 domande rispetto alla storia del proprio film a partire dalla fine, lavorando a ritroso verso l’inizio. Si potrà notare che quando si usa questa tecnica in genere non si vuole dare il via alla terza fase, piuttosto lo si tormenta con punti dalla prima e della seconda fase. In altre parole, nessuna delle vostre domande sarà pertinente dopo il punto di rottura della terza fase.

Quando mi sono imbattuto in questo metodo, è stato usato l’esempio di “Ritorno al futuro”, quindi lo citerò qui testualmente. Ecco le domande che sono state poste e le loro successive risposte:

Come può Marty tornare dal passato? (Deve riunire i suoi genitori)
Perché deve riunire i suoi genitori? (Perché ha cambiato il passato che li ha fatti separare)
Perché ha cambiato il passato? (Perché ha accidentalmente distratto sua madre non facendole notare suo padre e, di conseguenza, non facendola innamorare)
Perché si trova nel passato? (Per salvarsi la pelle con l’invenzione di uno scienziato pazzo)

Ora che avete le vostre risposte è possibile costruire un quadro rudimentale di quello che finirà per diventare un logline:

“Un giovane uomo, per salvarsi la pelle, si nasconde nel passato grazie all’invenzione di uno scienziato pazzo. Egli incontra i suoi futuri genitori e accidentalmente distrae la madre non facendole notare suo padre e, di conseguenza, non facendola innamorare. Così è costretto a farli ricongiungere o cesserà di esistere.”

L’obbiettivo è ovviamente quello di renderlo meno goffo e più mirato, rendendo qualcosa di simile a questo:

“Un giovane uomo viene trasportato nel passato dove dovrà riunire i suoi genitori prima che lui e il suo futuro cessino di esistere.”

Il chi, cosa, quando, perché e come sempre ci costringeranno a spiegare le parti più importanti della storia, motivo per cui questo metodo funziona così bene. Non è una scienza esatta e sta ovviamente a te decidere quali domande sono più importanti da chiedersi, ma credo che finché troverai domande sui punti di svolta nella storia, andrà tutto bene. Per esempio, la tua prima domanda dovrebbe essere pertinente al punto di rottura della terza fase e la domanda finale potrebbe riguardare l’immagine di apertura o un momento catalizzatore. Seguendo queste regole generali, sarai nella migliore posizione possibile per capire i fondamenti della vostra sceneggiatura.

Infine voglio ribadire che lo scopo di scrivere il logline non è quello di vendere la storia, ma è quello di vendere l’idea della storia. Vuoi informazioni sufficienti solo per far sì che al tuo lettore inizi a viaggiare con la fantasia e che sia pronto a qualcosa di più. E ancora una volta, il logline è tanto per te quanto per il tuo lettore. Se avete un logline sfocato prima ancora di scrivere la sceneggiatura, è probabile che il copione non andrà a finire bene. E’ il seme della tua idea e ha bisogno di essere il più mirato possibile per consentire alla tua storia di avere il miglior punto di partenza possibile.

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